Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Aprile, 2019

Per orientarsi nel voto europeo (a sinistra)

Tornando sulle elezioni europee, che la sinistra italiana, bipartita alle politiche, si sia fatta in quattro è stato detto Il 4%, stando ai sondaggi, non appare alla portata delle tre liste non-PD e i due ex Leu ospitati da Zingaretti devono sperare in un miracolo: detto anche questo. Ora però occorre fare un passo avanti. Cerchiamo di capire come la pensano le formazioni e i candidati che si contendono il voto del “popolo della sinistra”, la loro visione del futuro dell’Europa, come affrontare le sfide che ha davanti. Anche per rendere meno oscure le ragioni delle divisioni.




Non basta dire che ci vuole un’inversione di rotta rispetto alla stagione dell’austerità liberista, o un cambio di passo nella lotta al cambiamento climatico e allo sviluppo insostenibile: lo vogliono tutte e tutti, anche se chi va con +Europa o il PD deve ricorrere a acrobazie e sofismi. E vogliono più accoglienza, più diritti per il lavoro e meno disuguaglianze. No a discriminazioni di genere o di orientamento s…

Europee: se non l'unità, almeno la chiarezza, please.

Era il Primo di Aprile ma dobbiamo prendere atto che era tutto vero. La sinistra che, ancora l’anno scorso, si dichiarava alternativa al PD e si presentava alle elezioni politiche divisa in due filoni (LeU e PaP) ora, per le elezioni europee, si divide in quattro.  Quattro liste, corrispondenti a quattro partiti esentati dalla raccolta firme, aderenti a quattro diversi gruppi europei.

Per chi ancora non avesse chiaro il quadro, proviamo a riassumerlo.



1) AREA SOCIALISTI&DEMOCRATICI








Articolo 1 e Futura (o quanto meno Pisapia) vanno con il PD.
A chi li accusa di non aver mai maturato davvero una rottura con la deriva liberista, replicano che non si tratta di un'adesione quanto di una convergenza. Che ha alla base, comunque, la comune appartenenza al gruppo dei Socialisti e Democratici (SeD). Il loro candidato Presidente è l’olandese Timmermans, attuale vice di Juncker, esponente di punta della Coalizione che ha portato avanti in Europa la linea dell’austerità liberista e del potere…

Parliamo di salario minimo (e non di Europee)

A tutt’oggi, con la chiusura delle votazioni di Possibile, dobbiamo aggiornare rispetto al post precedente (qui) la situazione, in vista delle elezioni europee, di quella che fino a qualche mese fa era la sinistra che intendeva distinguersi orgogliosamente dal PD. Ad oggi si divide in quattro direzioni, corrispondenti a quattro partiti esentati dalla raccolta firme nonché aderenti a quattro diversi gruppi europei: Possibile con Verdi (Verdi Europei) Italia in Comune con +Europa (= Alde) Articolo 1-Futura con PD (=SeD) SI-AltraEuropa-PRC con Sinistra Europea (=GUE/NGL).  Ma oggi è il Primo di Aprile: aspettiamo prima di prendere sul serio questo quadretto. Parliamo piuttosto di salario minimo: una proposta di salario minimo europeo è stata ventilata da più parti ma qui ci occupiamo di un salario minimo nazionale in attuazione della Costituzione Italiana, riprendendo un articolo pubblicato sul sito di “Eguaglianza e libertà come contributo a una riflessione in corso sul tema [con interven…