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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2019

Dopo il RESET, quale partito?

Non possiamo sperare che nasca un partito di sinistra in Italia se prima non si provvede a un RESET radicale. Sul piano culturale, ideologico, valoriale e quindi programmatico. Sul piano del modello associativo, delle regole di democrazia e degli strumenti di decisione, comunicazione, condivisione. Senza di che il panorama politico è destinato a scivolare pian piano verso il degrado della vita civile: crescita delle diseguaglianze, imbarbarimento dei conflitti, disgregazione sociale, autoritarismo. Su questi concetti ho insistito[1], insieme ai molti altri che condividono il medesimo giudizio: radicale, ma non disperato fintanto che nella società italiana saranno vivi i fermenti che testimoniano la possibilità concreta di una svolta alternativa. Ci vorrà tempo: ma il tempo della politica non è lineare, conosce rallentamenti persistenti, come avviene ora, e brusche accelerazioni. È però già ora il momento in cui la parte positiva, il progetto, può e deve prendere forma. A quale parti…

I populisti-sovranisti approdano a Davos

Le immagini dello sgombero del CARA di Castelnuovo di Porto è probabile rimangano nella storia del nostro paese. In ogni caso sarebbe bene che ogni cittadino italiano le custodisse nel suo privato archivio della memoria. Così come è stato per le foto dei barconi alla deriva e dei naufraghi dispersi nel canale di Sicilia, in lotta contro una morte imminente. Ma anche per il cadavere del bimbo siriano sulla spiaggia di un’isola greca, perché i fenomeni cui assistiamo dalle nostre parti sono un pezzo rilevante della storia del mondo ai nostri giorni.






Non dobbiamo dimenticarlo: Salvini è Salvini e ce lo teniamo noi, ma viviamo in un mondo globale. Ci piaccia o no, globali sono le sfide che dobbiamo affrontare e non possiamo sottrarci perché ne siamo parte integrante. Al tempo stesso dobbiamo avere chiaro che ne stiamo subendo gli effetti peggio di altri perché siamo messi peggio. Alla sinistra di ogni singolo paese si pongono insieme entrambi i compiti: essere partecipe e contribuire al p…

RIFONDARE? NO, GRAZIE: RESETTARE

Un caro amico olandese che scrive di sociologia politica e di storia moderna mi diceva – venticinque anni fa, all’avvento di Berlusconi – che l’Italia era diventata la più grossa anomalia politica (negativa) del mondo occidentale. Al confronto Reagan e Thatcher erano stati, sì, un po’ estremisti ma, al paragone, due conformisti.

Un monopolista della televisione commerciale con una storia inquietante alle spalle, un neofascista dichiarato e un secessionista all’incontrario[1]: erano già un’anomalia ciascuno per sé, uniti a formare il governo nazionale erano un’enormità in senso letterale. Fuori misura. Fin qui, non era che un pensiero comune, in giro per il mondo, alla sinistra in tutte le sue varie articolazioni. Ma il mio amico aggiungeva un corollario: se il paese era arrivato ad essere governato da una simile deformazione della destra “normale”, era logico pensare che una sinistra che non era stata in grado di scongiurare quel disastro doveva essere anch’essa una grossa anomalia (…

Felice anno nuovo

Il 2018 si è chiuso con il trionfo del ridicolo per l’opposizione parlamentare e con la totale assenza della sinistra dalla scena. Nonostante questo, chi pensa che nel 2019 le cose non potranno andare peggio rischia una dolorosa smentita.

La legge di bilancio è passata con un ulteriore sfregio nei confronti del Parlamento da parte dell’esecutivo, con l’aggravante che stavolta si tratta di due partiti che erano schierati per il NO alla riforma Boschi-Renzi: un tradimento che impone una reazione ancor più decisa dello schieramento che è stato protagonista della vittoria referendaria. Va però evitata qualunque confusione con la cagnara inscenata dalla destra nelle sue varie espressioni: che qualche parlamentare dalla faccia di bronzo, dopo aver tentato, in nome della semplificazione, di concentrare il massimo del potere nell’esecutivo, ora si stracci le vesti in difesa del Parlamento umiliato è solo una ridicola messa in scena, come spiega, con la chiarezza e la competenza che lo distingu…