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Visualizzazione dei post da 2019

Sovranismo e provincialismo

Che differenza c’è tra provincialismo e sovranismo? La domanda è perfino sciocca se consideriamo che i due termini non sono comparabili tra loro: il primo è riferito a “un modo di fare, un atteggiamento culturale[1] laddove il secondo è una “posizione politica[2]. Ha però senso domandarsi se la diffusione del primo, di una mentalità ristretta, chiusa verso l’esterno e verso la modernità, non influenzi le fortune politiche del secondo. Ha talmente senso da apparire una domanda retorica. Svariati segnali autorizzano il dubbio che la mentalità provinciale in Italia sia alimentata dalle élite economiche e dal potere politico e questo rende il quadro piuttosto inquietante. Possiamo buttarla a ridere, come in uno degli hit dell’estate[3], ma i nostri giovani emigranti (ricordiamolo: nel 2018 più numerosi degli immigrati) sono costretti a combattere i contro-pregiudizi che i vizi di molti nostri connazionali alimentano

[1]Vedi dizionario Treccani: Mentalità, modo di fare, atteggiamento da p…

Governo Conte II. I dilemmi della sinistra

Che cosa ci si può aspettare dal governo Conte II? Come ci si deve comportare nei suoi confronti?  Queste domande agitano il campo della sinistra, non solo gli attivisti e i militanti ma quel popolo senza voce che attende una risposta convincente, efficace, ai problemi generati dalla politica del liberismo imperante (al di là delle sue articolazioni interne).  Del resto, se la destra, in particolare Berlusconi (in polemica con l’azzardo tentato da Salvini), definisce questo governo come “il più a sinistra della storia”, è lecito dubitare che gli storici confermino in futuro questa affermazione.

OPPORSI O DISTINGUERSI? La discontinuità sembrava essere la cifra distintiva della posizione PD rispetto alla continuità rivendicata dai Cinquestelle, ma lo schema va rivisto per non alimentare equivoci. Un conto è se ci si riferisce alla continuità di impegno sulle materie, intesa come requisito necessario per garantire una base minima di competenza nel ruolo che si assume: tutt’altro conto se la…

Legge elettorale e riduzione dei parlamentari

Dopo poco più di un anno, un governo costruito attorno a un contratto di spartizione (di provvedimenti simbolo, giustapposti più che sommati, e di aree di intervento, in base a vocazioni propagandistiche più che a disegni politici) è esploso producendo un sommovimento senza precedenti dell’intero quadro politico istituzionale.
Non c’è dubbio che una simile situazione richiederebbe, secondo le più elementari regole della democrazia politica, il ricorso alle urne. Ma la legge elettorale vigente, frutto di successivi interventi furfanteschi, dal Berlusconi del 2004 al Renzi-Rosato del 2016, che ne hanno radicalmente distorto le caratteristiche alterandone la funzione, getta un’ombra inquietante sul futuro del quadro politico. Perfino delle sue stesse basi democratiche.
Questo è il pericolo incombente, per la sfida minacciosa che il vincitore presunto ha lanciato al Paese. Salvini chiede agli italiani “pieni poteri” per fare quello che ho promesso. Date le sue frequentazioni nazifasciste,…