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Visualizzazione dei post da Maggio, 2018

Uno scenario cupo, tra realtà e finzione

In momenti come questi prima di prendere la parola occorre riflettere e ponderare tutto il tempo necessario. Non più di tanto, però, perché in momenti come questi tacere è reato. Quello a cui assistiamo segna un punto drammatico di degrado della vita politica in Italia. La democrazia sprofonda e lascia il popolo senza sovranità e senza rappresentanza politica. Più che un golpe, l’ultimo sigillo apposto al disastro. Può essere il preludio di un golpe, e non è il caso di sottovalutare il pericolo, ma ad ora è un collasso: senza prospettive di riscatto democratico se non a condizione di recuperare la coscienza collettiva di ciò che sta accadendo. Non possiamo permetterci il lusso di aspettare che gli storici facciano il loro lavoro, non abbiamo molto tempo. Dobbiamo vederci chiaro adesso, anche se non è facile, perché non è detto che le cose stiano davvero come appaiono.
È accaduto che il governo del cambiamento non è riuscito a vedere la luce. Non sappiamo, se fosse nato, a quale cambiame…

Adesso parliamo di REDDITO DI BASE

La risposta di cui l’Italia ha bisogno, per invertire radicalmente la tendenza all’impoverimento e all’ampliamento delle disuguaglianze, è l’istituzione di un reddito di base, universale, per tutti gli individui appartenenti a nuclei familiari il cui reddito medio sia inferiore alla soglia di povertà. Nel post precedente ho cercato di argomentare perché la proposta contenuta nel “contratto” 5S-Lega, di un’indennità per tutti coloro che cercano lavoro, al posto di quella attuale a carattere mutualistico, riservata a chi lo ha perso, è un passo avanti. Esaminiamo ora le ragioni per cui occorre battersi perché a questo primo passo segua l’introduzione di un reddito di base. In premessa, deve essere chiaro che passare a questa proposta implica un radicale cambiamento di visuale rispetto alla soluzione prospettata da 5S e Lega. Una rivoluzione culturale rispetto al modo di pensare prevalente secondo cui si può parlare di lavoro solo per quello che passa attraverso il mercato mentre dare un s…

QUANTI EQUIVOCI SUL REDDITO DI CITTADINANZA!

Tra gli ostacoli sul cammino dell’accordo Cinquestelle-Lega sembra proprio che non ci sia il reddito di cittadinanza. Su questo punto, accordo pieno: la proposta condivisa sarebbe quella di un’indennità di disoccupazione universale come superamento di quella attuale che è invece su base mutualistica. Per chi si raccapezza poco con le formule specialistiche, sarà bene andare un po’ più a fondo su una questione che, almeno per i Cinquestelle, doveva essere la prima e più importante innovazione introdotta dal governo in gestazione (se vedrà davvero la luce). Cominciamo dalla definizione di disoccupato: per l’ISTAT lo è chi (avendo più di 18 anni) ha effettuato almeno una azione di ricerca attiva di lavoro nelle quattro settimane precedenti.[1] Che in precedenza abbia perso il posto non è assolutamente rilevante. Quanto alla Costituzione, prevede (art. 38) che ogni cittadino ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale se inabile al lavoro, e che i lavoratori hanno diritto a “mez…

... e le sinistre stanno a guardare

La situazione del nostro paese è pessima e la confusione sotto il cielo della politica è massima. Non vale il detto di Confucio che piaceva al “celeste presidente” Mao perché la situazione non è affatto eccellente e perché il nesso causale è invertito: tra le ragioni principali di una situazione disastrosa c’è proprio la confusione che regna nella politica e si estende alla società. Eppure si sente dire che la situazione è migliorata, almeno un po’. È questo che dicono le statistiche, è questo che si afferma nei documenti di autorevoli istituzioni internazionali. In effetti è vero, in misura minima, per alcuni indicatori sintetici come il PIL e gli occupati: ma parliamo di un dato medio che non dà ragione dell’aumento dei divari e della conseguente crescita di povertà e precarietà. Oltre tutto la politica non può menarne vanto: anzi, se c’entra qualcosa è solo perché con l’incarico a Gentiloni si è voluta stabilire una tregua di raffreddamento che ha, almeno in parte, “bloccato”la poli…