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Visualizzazione dei post da Aprile, 2018

Che (bruttissimo) tempo che fa

Se il PD fosse il partito che prometteva di essere alla fondazione, “non autosufficiente ma maggioritario, non la pura conclusione di un cammino ma una forza del cambiamento”[1] la Direzione che si riunisce, per la prima volta dal 4 marzo[2], per valutare la strada da intraprendere non avrebbe all’o.d.g. la decisione di aprire o meno il confronto con i Cinquestelle per formare il nuovo governo ma un tema di respiro decisamente più ampio. Se fosse quel partito, il suo gruppo dirigente sarebbe chiamato a dibattere sulla situazione sociale e politica del paese quale emerge del voto e, su queste basi, a formulare una proposta, come partito, per il futuro del paese. Da rivolgere agli elettori e alle forze politiche con cui deve misurarsi.

Ma quel partito non è mai nato. E il partito che è nato ha concluso la sua storia. Dopo anni convulsi, in cui ha cambiato cinque segretari in sei anni e tagliato le gambe, al momento della scelta del nuovo Presidente della Repubblica nel 2013, al suo candi…

Se questa è una politica

È ancora presto per dire se la situazione politica italiana stia uscendo dalla fase di stallo (quello “alla messicana” descritto da una vignetta di Natangelo) o se si prolunghi la paralisi[1]. La sfida tra la squadra di Renzi e quella di Mattarella all’interno del PD è ancora in pieno sviluppo. Governo 5S-PD o elezioni anticipate? Con quale legge elettorale? È comunque finita la giostra stucchevole delle dichiarazioni ripetute identiche giorno dopo giorno: dal segretario della Lega[2], dal reggente del PD[3], e dal capo politico dei Cinquestelle attestato, imperturbabile, sull’“abbiamo vinto”[4].
I primi due erano immobilizzati da una pistola puntata alla tempia, dai due pistoleros che avevano ideato la legge elettorale per impedire di vincere al vincitore annunciato e che, usciti sconfitti dalle elezioni, ora saggiano la forza degli “argomenti” di cui dispongono. Il cul de sac in cui si è infilato Salvini fa pensare che quelli del Cav. sono convincenti; nella prossima direzione PD ve…

C’ È ANCORA UN FUTURO PER I PARTITI?

Il progetto di dare vita a un partito di sinistra alternativo ai tre poli e alle politiche liberiste, stando al risultato del 4 marzo, non ha convinto l’elettorato. Il calo sensibile del PD non ha prodotto un travaso di voti verso la sinistra, che ha invece seguito, fatte le debite proporzioni, la stessa sorte.
Riletta in questa luce, l’ipotesi su cui era partito il “percorso del Brancaccio” potrebbe sembrare avvalorata. L’appello agli esclusi, ai senza voce e ai senza rappresentanza, basato su una presa di distanza radicale dalle politiche che hanno ampliato le diseguaglianze e alimentato l’esclusione, può essere vista come l’unica strada da tentare per restituire a quel popolo la sinistra di cui avrebbe bisogno e alla sinistra politica il popolo che ha perduto. Sarebbe però un’ingenuità. Come lo sarebbe pensare di cavarsela attribuendo tutta la responsabilità dell’insuccesso all’autoreferenzialità o alla miopia dei gruppi dirigenti che hanno dato vita alle due operazioni uscite sconf…