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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2018

Come votare il 4 marzo

Tranquilli, non è un post di propaganda per convincere a votare questa o quella lista. Confesso anzi, se la cosa può interessare, che rientro ancora nella categoria degli indecisi, che i sondaggi danno sotto il 15% dell’elettorato (ma nella mia cerchia di conoscenze, che evidentemente è molto particolare, sono più del doppio). Il tema è un altro: come arrivare a una decisione. Perché si vota secondo percorsi e motivazioni le più svariate e scegliere il come è un buon passo avanti verso la scelta finale.

Faremmo bene infatti a non dimenticare, specie chi è più impegnato in politica, in quanti modi diversi ci si approccia al voto, ponendo quindi la dovuta attenzione alle ragioni della nostra scelta senza darle per scontate. Il voto, che dovrebbe essere libero, è fin troppo spesso condizionato, se non costretto, per cause che vanno da quelle economiche ai ricatti di natura criminale, fino agli aspetti personali, affettivi o comunque relazionali. Il voto di scambio è anch’esso una forma …

Il Jobs Act spiegato da Renzi (a Berlusconi)

Volendo fare le cose seriamente e valutare su basi un minimo solide, a prova di possibili confutazioni, gli effetti sull’occupazione delle politiche economiche in materia di lavoro, uno che mastica un po’ di economia si industria con grafici e diagrammi, analizza serie temporali di breve e lungo periodo disaggregando i dati per genere, classe di età, circoscrizione geografica, titolo di studio, correda le analisi con i risultati di indagini trasversali sulle transizioni e le carriere, evidenzia correlazioni con le principali variabili macroeconomiche.


Tanto impegno finisce però per scontrarsi con una macchina della propaganda che a ogni rilascio di dati statistici, quale che sia il loro contenuto, decanta i mirabolanti effetti delle misure adottate. Le sensazioni d’intuito di chi vive quotidianamente il problema del lavoro e del reddito, e perfino il buon senso, direbbero altro, ma niente: ci raccontano che il Jobs Act ha fatto miracoli. "La rivoluzione che i giovani aspettavano…

Sinistra e elezioni. Partita chiusa?

Che cosa avrebbe dovuto fare la sinistra - e non ha fatto - dovendosi misurare con una legge elettorale come il Rosatellum, cervellotica e piena di trappole mirate a distorcere il voto popolare? Riprendo questo argomento nella speranza (un po’ flebile, in verità) che ancora un margine di recupero possa esserci.
Riassumo in breve il ragionamento svolto nel post precedente. Berlusconi e Di Maio, che dicono di aspirare al 40% per poter governare da soli, raccontano agli elettori una bufala visto che il premio di maggioranza è stato abolito. Questa balla serve per trarre vantaggio dal doppio disastro combinato dal PD con il Rosatellum, quando hanno abolito il premio di maggioranza, con l’idea di impedire la vittoria del M5S, primo partito nei sondaggi, e ripristinato le coalizioni, pensando di dover favorire un recupero del centro-destra per ripetere il gioco di cinque anni fa che ha portato alle larghe intese. Così ora il PD si ritrova indietro sia come partito che come coalizione, e co…

Aleggia lo spettro del 40%. Ma è una bufala

Si parla molto di fake news in questo inizio di campagna elettorale eppure una delle bufale più grosse in circolazione non trova nessun argine e continua ad essere riproposta. Non da qualche hater o da furbacchioni a caccia di pubblicità ma dai leader dei due principali schieramenti politici. Berlusconi: “Sono convinto che la nostra coalizione raggiungerà il 40% e potremo governare da soli”. Di Maio: “Anche se non raggiungeremo il 40%, ci presenteremo alle Camere con una proposta aperta, per il governo del paese”. Come se fosse rimasto in vigore l’Italicum, quando invece il premio di maggioranza è stato abolito (vedi NOTA conclusiva).

L’intento della bufala è chiaro: sfruttare l’errore autolesionistico degli strateghi del PD renziano, specialisti in sconfitte elettorali, che per impedire la vittoria del M5S, saldamente primo partito nei sondaggi, hanno abolito il premio di maggioranza e per favorire un recupero del centro-destra, così da creare le condizioni per un governo di coalizi…