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Visualizzazione dei post da 2018

I Cinquestelle al governo e la sinistra

Che vita avrà il governo 5S-Lega? Quanto potrà durare? Sono domande ricorrenti nei media. Ma prima ci si dovrebbe chiedere su quali contraddizioni il sodalizio può sfasciarsi e chi le farà esplodere.
Le contraddizioni di Salvini sono molte. E particolarmente forti sul tema delle migrazioni[1], su cui invece sembra avere il vento in poppa. Raccoglie in effetti consensi crescenti, con lo slogan “prima gli italiani”, anche grazie al fatto che è quello su cui i 5S fanno meno resistenza. 
Che tuttavia su quel terreno le sue contraddizioni possano esplodere ce lo confermano da ultimo i drammatici fatti di cronaca riguardanti la morte dei migranti schiavizzati per la raccolta dei pomodori. Salvini fa il gradasso minacciando sfracelli contro il caporalato, ma sa benissimo per chi hanno votato, in quelle terre del sud, quelli che vivono e spesso prosperano sui frutti di quel sistema di sfruttamento schiavistico. Quindi pagherebbe un prezzo altissimo per queste sue furbizie: se non fosse che l’op…

Democrazia diretta? Parliamone seriamente

L’intervista rilasciata da Davide Casaleggio alla Verità sarebbe una buona occasione per qualche considerazione politica un po’ meno deprimente di quelle a cui ci sta abituando l’”opposizione” al governo Lega-5S.  Tentando di seguire le orme del padre e di gettare lontano il suo sguardo si spinge in considerazioni che meritano una risposta seria, in quanto centrano alcuni dei problemi cruciali dell’oggi, anche se si prestano, per le chiavi interpretative adottate nella lettura di quei problemi, a molte critiche. Che devono essere adeguatamente argomentate se devono servire per un confronto politico che non sia sterile e ripetitivo. Invece no, le reazioni sono rimaste per lo più confinate negli schemi angusti della comunicazione politica oggi dominante.
Rivoluzione tecnologica e partecipazione. Un rapporto a più dimensioni Non sono mancati interventi di politologi che si sono misurati con le questioni sollevate a un livello consono[1]. Sono però rimaste voci isolate, sommerse dal rumore a…

Per una campagna di controinformazione sui migranti. 2

Una campagna massiccia contro la politica portata avanti da Salvini sui migranti stenta a partire. Quasi ci si rassegna all'idea che la maggioranza del popolo italiano stia cadendo nelle braccia della propaganda razzista e xenofoba e che sia pericolosamente permeabile all'ideologia fascista.

Occorre reagire, sottrarsi alla cupa rassegnazione. Non dimentichiamo che le persone sono portatrici di un sistema complesso di valori (e pulsioni): sta alla politica proporre una visione, e proposte, e azioni conseguenti, così da dare a quel sistema complesso un ordine, una scala di priorità. Salvini lo sta facendo, su ideali e valori della destra reazionaria: sta alla sinistra proporre un’idea di cambiamento in direzione opposta, un'alternativa migliore come realizzazione di sé, di una vita più degna. Affermazioni come quella secondo cui “il popolo italiano è tendenzialmente di destra” o quella per cui “ignorare i fermenti che attraversano la società italiana di fronte al fenomeno d…

Nessuna timidezza nella campagna sui migranti

Per la politica italiana negli ultimi tempi la questione centrale è stata l’immigrazione. Non solo per l’astuzia di Salvini, che specula sulla paura e sullo stato disastroso in cui versa l’Unione Europea, ma anche per il moto di sdegno che lo stillicidio quotidiano di episodi tragici suscita nelle tante persone che vi vedono la negazione dei valori fondamentali di umanità in cui credono.

La reazione è però debole e poco incisiva. Il cuore mette in moto azioni dimostrative nobili e encomiabili, come la giornata delle magliette rosse, ma si deve prendere atto che l’opinione pubblica non ne viene smossa e che il senso comune si dirige altrove. La campagna ossessivamente portata avanti da Salvini, ammettiamolo, ha ancora la meglio.  Occorre lavorare di ingegno per aggiustare il tiro. Partendo da una convinzione: che la campagna di Salvini non solo è ignobile ma, dal punto di vista che qui ci interessa, anche assai vulnerabile. Perché porta con sé contraddizioni enormi, legate principalmen…

Troppe parole a vanvera su dignità e disoccupazione

I solerti funzionari dei Ministeri proponenti han dovuto redigere la relazione tecnica al “Decreto Dignità” e formulare qualche stima degli effetti delle novità in materia di contratti a termine.
Una di queste doveva riguardare le conseguenze che prevedibilmente sarebbero derivate dal taglio della durata massima.

Una storia di ordinaria ministerialità… Formuliamo il problema nei termini in cui si è posto a quei diligenti relatori. Se oggi i contratti di durata superiore al nuovo limite sono una certa quantità, si può immaginare che, dovendo essere stipulati per una durata minore a partire dal prossimo rinnovo, una parte di questi cesserà senza essere rinnovata se i datori di lavoro non trovano il nuovo regime rispondente alle loro convenienze. Di certo sarebbe poco plausibile immaginare che la situazione rimanga immutata: rischierebbe del resto di apparire come una implicita sconfessione della logica alla base del decreto, che mira a scoraggiare un uso eccessivo e improprio del contratto…

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione