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Visualizzazione dei post da 2018

Alzare il tiro, per non finire nella morsa della destra

È giusto indignarsi ed è giusto scandalizzarsi per il nuovo decreto “sicurezza” voluto da Salvini. E reagire ai segnali inquietanti che provengono dal Paese, di un cambiamento del clima culturale e morale: l’arresto del sindaco di Riace è emblematico (ma su questo è il caso di tornare più avanti)[1]. Si fa sempre più insistente il richiamo a un pericolo fascista. Comprensibile per le analogie che si possono cogliere: ma è forte il rischio che si finisca così per oscurare parte del problema e sminuirne la portata. Non perché ci sia niente di peggio del fascismo ma perché il problema che oggi fronteggiamo ha un’altra dimensione e protagonisti di genere diverso. Il futuro che dobbiamo scongiurare non si chiama fascismo – e forse dobbiamo ancora trovargli un nome. Ciò non toglie che sia giusto partire da lì. È dalla storia che dobbiamo imparare e la storia del fascismo continua a fornirci insegnamenti di grande attualità. 
Quelle che propongo qui sono considerazioni che mirano a questo: un …

Sulle scelte economiche un dibattito surreale

Il dibattito in corso in Italia sui temi economici ha davvero un che di surreale. Si possono fare molti esempi: in cima a tutti quello sul rapporto deficit/PIL ma altri sono perfino più eclatanti anche se sembrano di portata meno generale: dalle trattative sull’ILVA (Taranto ma non solo) e sulle acciaierie (Terni, Piombino) alla vendita di Alitalia, dalla revisione delle concessioni autostradali al raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino[1].
Se dobbiamo stare alla vulgata corrente del cartello dei grandi media, secondo cui qualsiasi cosa dicano o facciano i Cinquestelle non merita di essere presa in considerazione,[2] tutto il quadro restante ha una sola, lampante, caratteristica: il dibattito non contempla una qualunque proposta ascrivibile alla sinistra. Né alla sua storia (anche nel nostro paese, anche recente) né alle elaborazioni delle sue varie espressioni attuali in giro per il mondo.  Da noi, no. Rigida consegna del silenzio, in uno sbiadirsi della memoria recente, quando non s…

Combattere la destra a fianco della destra?

L’unico modo sensato, per la sinistra, di rapportarsi al governo Conte è confrontarsi con i Cinquestelle in modo chiaro e forte, criticandoli per le contraddizioni, le ambiguità, le concessioni alla destra ma sfidandoli in modo propositivo sulle cose da fare. Perché il pericolo principale che incombe è che si realizzi la prospettiva su cui sta lavorando la destra, in pieno accordo con il PD: far fuori i Cinquestelle per dar vita a un “governo di salute pubblica” di cui la Lega sarà chiamata a far parte con o senza Salvini. E, ancora una volta, senza passare per le elezioni. Questo è il disegno che la sinistra deve sconfiggere: un compito arduo, che diventa impossibile se al momento della rottura viene meno la forza organizzata e la presa elettorale dei Cinquestelle.
Chi lavora per un governo "di salute pubblica"? È questa la conclusione cui sono giunto negli ultimi post, partendo dalla considerazione che Salvini è, sì, la destra estrema ma è in missione per lo schieramento di …

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione