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Visualizzazione dei post da 2018

La marcia della sinistra verso le Europee

Il prossimo 1 dicembre due avvenimenti in contemporanea dovrebbero aiutare a chiarire la configurazione dell’area a sinistra del PD alle prossime elezioni europee. In un teatro romano si realizzerà la convergenza di alcune delle formazioni di sinistra attorno a De Magistris in risposta all’appello che ha lanciato con il suo movimento (DemA), mentre a Chianciano si apre il congresso dei Verdi che ci dirà se passerà l’ipotesi di aderire al partito transnazionale dei Verdi Europei. A De Magistris andrà l’appoggio di Sinistra Italiana, che ha dato per concluso l’esperimento elettorale di Liberi e Uguali, e di Rifondazione Comunista, che ha ritirato il sostegno a Potere al Popolo. Se si aggiungerà anche Altra Europa per Tsipras, che al di là della consistenza numerica è depositaria del nome e del simbolo della lista che ha eletto tre deputati nelle scorse elezioni, si daranno le condizioni perché una lista in comune sotto l’egida di De Magistris, che non intende candidarsi personalmente, pos…

Rapporto UE sull'Italia: facciamo chiarezza

Sappiamo tutti che il rapporto della Commissione Europeasulla legge di bilancio in discussione in Parlamento non è un esercizio accademico ma l’applicazione di un articolo dei Trattati che stabilisce la procedura per i disavanzi eccessivi. Dovrebbe perciò essere oggetto di un’ampia discussione pubblica tra i cittadini italiani, perché è su di loro che ricadranno in concreto le decisioni di bilancio. Invece non è così. Al cittadino che volesse capire che cosa contiene il rapporto non viene data un’informazione adeguata. Quali obiezioni vengono mosse, quali richieste vengono avanzate? Trapela a fatica il fatto che la procedura ha origine da scostamenti risalenti al 2015-17, già contestati in un rapporto a maggio, quando il governo Conte non era alle viste e il quadro politico in fibrillazione partoriva un incarico di governo (a voti zero) per Cottarelli. In quel rapporto la Commissione sosteneva che la flessibilità accordata dopo il rientro dalla procedura di inflazione aperta per il gov…

Il popolo del SI

Una nuova creatura ha fatto la comparsa nel dibattito politico italiano, il popolo del SI. Si tratta più che altro di un costrutto teorico, che esiste fin qui solo nella mente di una certa tipologia di professionisti della politica e di commentatori al seguito, secondo i quali dovrebbe prendere corpo per salvare il paese dal disastroso quadro attuale. I suoi connotati sono tuttavia vaghi e imprecisi, anche se l’idea sembra sia stata ispirata da una folla di persone in carne ed ossa, quelle migliaia che hanno risposto all’appello delle “madamine” di Torino per manifestare a favore della TAV Torino Lione.

Due sono le idee forza: questo è il governo dei NO; il popolo comincia a stancarsi e a voler sentire dei SI (perché chiede che le cose si facciano). Sono davvero così forti come idee? Si vorrebbe far intendere che quelli del governo siano dei NO al progresso. Mentre c’è chi pensa che la TAP serva a soddisfare i nostri bisogni energetici, soprattutto se approda nel mezzo di un pezzo di co…

Diciamo qualcosa di sinistra. 1

Chi non riesce a convincersi del peso che ha l’aspetto culturale nella resa della sinistra, farà bene a riflettere su come alcuni dogmi basilari della destra siano penetrati in profondità nel comune sentire di un gran numero di persone che si definiscono e si reputano di sinistra.  Parlo delle persone comuni, perché se dovessi limitare il discorso ai politici di professione il quadro sarebbe davvero sconsolante. E di chi ritiene di collocarsi a sinistra, perché se dovessi allargare lo sguardo a chi pensa che sinistra e destra siano categorie ormai superate … verrebbe la tentazione di lasciar perdere.
L’elenco dei falsi dogmi sarebbe lungo, ma ne prendo qui uno che ha un peso determinante nel marcare la qualità della linea di politica economica. Quello riguardante le tasse. Di altri, di analoga importanza, si potrà parlare in altri post a seguire. “Non si mettono le mani nelle tasche dei cittadini.” “Per rilanciare l’economia si devono abbassare le tasse.” “Lo stato è un socio occulto ch…

10-domande-10 (senza risposta) al Ministro dell'Interno

Un numero crescente di cittadine e cittadini si domandano, al di là del giudizio sulla sua politica, quali siano le intenzioni e le motivazioni di Salvini nascoste dietro la sua martellante propaganda. Ma sono domande a cui Salvini non darebbe mai risposta, se mai un politico dovesse porgliele. Ecco un elenco, di 10-domande-10, che ho provato a mettere insieme.
1) In campagna elettorale MS è andato a Caserta e in un comizio molto affollato durato più di mezzora non ha nominato una sola volta la camorra né la criminalità organizzata, mentre ha dedicato ampio spazio al tema dell'espulsione degli immigrati e della galera per i clandestini spacciatori, oltre a usare il suo argomento abituale “non faccio promesse mirabolanti, la mia promessa è che se andrò al governo farò quello che ora dico”. La domanda è: ora che uno dei suoi più ardenti sostenitori in quella città, ben noto in tutta la provincia, è sotto processo in una grossa vicenda di droga e che a 8 mesi dalle elezioni sta per to…

Questa sì che è un’opposizione!

“Buon Dio, fa’ che continuino così!”. Il cattolico fervente Matteo Salvini si corica tutte le sere con questa preghierina. Noi che lo consideriamo, in quanto leader (pro tempore) della destra italiana oltre che fanatico oltranzista, il nostro principale antagonista politico, siamo ogni sera più sconsolati quando ci corichiamo. Come abbiamo potuto ridurci così? Se la sono presa tutti con Renzi che con un passaggio da Fazio ha imposto al suo partito di forzare la mano perché i Cinquestelle governassero con la Lega, spalancando le porte a Salvini (lo considerava il bersaglio ideale per prendersi una rivincita). Però oggi non c’è politico – non dico i suoi replicanti ma la cosiddetta opposizione nel suo partito o la sedicente sinistra parlamentare, libera e uguale, nonché extra – che non segua pedissequamente il copione dettato dal Matteo di Rignano.

Se Lega e Cinquestelle litigano (come sarebbe normale e auspicabile), la destra, che non ha perso il senso della politica, invita la Lega a…

Sinistra. Come siamo arrivati a questo punto

La situazione politica per la sinistra in Italia è un disastro conclamato. Lasciamo da parte il PD, che non ama esser definito di destra ma ha comunque bandito la sinistra dal suo vocabolario[1] (giustificandola come scelta di comunicazione…) e si oppone al governo Lega-5S facendosi paladino delle tesi dell’euro-liberismo più oltranzista. Quanto alle formazioni che si definiscono di sinistra, quelle ancora rilevabili dai sondaggi (attorno al 2%) si stanno dividendo: Sinistra Italiana lascia LeU e Rifondazione lascia Potere al Popolo – stando ai “si dice”, per ritrovarsi insieme in una coalizione per le elezioni europee – mentre il futuro di chi va avanti con i due “progetti” resta indecifrabile; le altre, se non sono nuove e non ancora rilevate (es. Diem25), non arrivano al minimo rilevabile. Nell’insieme, non danno segni di vita come opposizione (né in piazza né in Parlamento) se non nell’impegno antifascista (imprescindibile e meritorio) avendo perso la parola quanto a proporre solu…