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Dove andremo a finire?

C e l’hanno fatta. E l’hanno fatta grossa.
Un oltraggio allo spirito e alla lettera della Costituzione. Uno scempio dei principi fondamentali della democrazia moderna. Uno strappo al tessuto della vita politica che arriva fino a minare la convivenza civile e la tanto declamata coesione sociale. Per che cosa poi?

Ettore Rosato
È molto probabile che non ci siano i tempi e le procedure (anche se basterebbe un atto della "Carica Più Alta dello Stato" che andasse appena oltre il sermone di circostanza, purtroppo del tutto improbabile) per impedire che per la quarta volta in pochi anni il popolo italiano sia costretto a eleggere i suoi rappresentanti secondo un sistema di voto contrario alla Costituzione. Ragioniamo dunque su ciò che quasi certamente accadrà.

Seduta parlamentare sul Rosatellum

Il dato più importante e più evidente è che si è formata una nuova coalizione di governo (PDR-Alfano-Verdini) che non avrebbe i numeri per governare ma ha avuto la maggioranza necessaria a varare la legge elettorale con l'appoggio delle (altre) destre, a parte Fratelli d'Italia.

In piazza contro il Rosatellum
Sarà questa anche la maggioranza destinata a governare dopo le elezioni? Il populista Renzi, quello che racconta di voler fare da argine alla destra populista e si prepara a una campagna elettorale centrata sulla santa alleanza (e il voto utile) per respingere quel pericolo, proprio lui il giorno dopo le elezioni dovrebbe candidarsi a governare con Salvini, oltre a Berlusconi e Verdini? E l'altro Matteo, quello che "con Renzi neanche un caffè", lo stratega padano che da tempo gioca tutte le sue carte sull’idea di mobilitare le masse sulla parola d'ordine " Renzi a casa", proprio lui il giorno dopo le elezioni dovrebbe risolversi a votare un governo Renzi solo perché questo è il prezzo che Berlusconi gli chiede in cambio di una legge che gli consente di raddoppiare i parlamentari nei collegi lombardi?

Denis Verdini

Certo, la degenerazione della politica italiana ha raggiunto livelli inimmaginabili, ma forse uno scenario di questo genere apparirebbe un tantino osceno anche a chi considerava normale votare in Parlamento la mozione sulla nipote di Mubarak, immagine indelebile dei fasti della XVI Legislatura proprio come il Rosatellum lo sarà per la XVII.
Una discreta fetta di questo Parlamento può vantare entrambi gli allori: ma quegli altri, una fetta ancora più larga, approdati per la prima volta all’onore di rappresentare il popolo italiano, che potranno vantare di aver votato otto volte la fiducia su questa legge? e i componenti del governo che, per cortesia istituzionale e lealtà nei confronti del partito, ben si intende, quella fiducia l’hanno posta? con quali credenziali si presenteranno agli elettori fra qualche mese?

Presentatore mozione "nipote di Mubarak"
Dopo tanto scempio, quale risultato ci si deve attendere, sia pure da un’elezione così inquinata e coartata? Nessuno possiede la sfera di cristallo, ma possiamo dire che un bookmaker non quoterebbe certo il PD né come primo partito (favorito essendo ad oggi il M5S) né come perno di una coalizione vincente (favorita essendo oggi la destra), ammesso che riesca ad aggregarne una, al di là di qualche lista civetta o della destra alfanian-verdiniana.

conclusione seduta su "nipote di Mubarak"

Riesce quindi difficile immaginare che il Capo dello Stato possa affidare il primo incarico esplorativo ad altri che al “capo politico” del primo partito. Se poi volesse prendere in considerazione le coalizioni - con una forzatura istituzionale di non poco conto persino in base all’impianto sgangherato del Rosatellum - per quella di destra occorrerebbe rivolgersi al “capo politico” di uno dei due partiti che si piazzerebbero in terza posizione, se non in quarta in caso di sorprese, tutt’altro che da escludere, dalla lista di sinistra.
La situazione, è chiaro, può cambiare. Se il candidato di Renzi in Sicilia dovesse superare il 30% per battersela con destra e 5S, lo scenario potrebbe cambiare. Ma quanto?

In piazza contro la mozione "nipote di Mubarak"

Se i due Matteo non possono stare nella stessa maggioranza, una maggioranza non ci sarà, né con Renzi in sella né con Renzi nella polvere. Si torna subito a votare? con una legge elettorale in forte odore di incostituzionalità e con un Parlamento in cui i fautori di quell’obbrobrio potrebbero comunque ritrovarsi in minoranza e un’altra maggioranza potrebbe lavorare a una diversa legge elettorale?

"nipote di Mubarak"

Non vorrei essere nei panni di un bookmaker londinese che accettasse scommesse sulle elezioni italiane del 2018. Però, mi viene da dire, può darsi che chi lavora a una prospettiva strategica per la sinistra italiana trovi in questo scenario un forte stimolo a ragionare in termini inediti, con un respiro più ampio e in un panorama meno opprimente di quello che ci è stato offerto dalle vicende parlamentari degli ultimi mesi. Alla faccia del Rosatellum.

Commenti

  1. "Ce l’hanno fatta. E l’hanno fatta grossa" , ma fuori dal vaso (aggiungiamo dalle mie parti)

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