Passa ai contenuti principali

Un confronto sui contenuti?

Nessuno vuole erigere steccati a priori e tutti (???) vogliono confrontarsi sui contenuti, non sugli schemi astratti.
Quindi aspettiamo tutti (???), fiduciosi, di sapere un giorno, non troppo tardi, in quale modo ci si potrà confrontare con chi lavora alle Officine di Campo Progressista.


O, quanto meno, se avremo modo di leggere sul sito di Campo Progressista qualche idea su:
- il rapporto Parlamento-esecutivo, la democrazia rappresentativa piuttosto che governante
- la progressività fiscale e la politica dei bonus, e qualche proposta comprensibile in materia di patrimoniale (ordinaria, straordinaria, ecc. ecc.)
- il federalismo, l'autonomia regionale e il welfare locale
- il reintegro dei licenziati senza giusta causa come diritto individuale indipendente dalle dimensioni d'impresa e dalla tipologia di contratto
- il reddito per tutti insieme (non in contrapposizione) al lavoro per tutti, e il compenso minimo, per un'esistenza libera e dignitosa
- l'accoglienza dei migranti non solo come rivendicazione verso l'Europa egoista e razzista (all'incirca come noi) ma come impegno in prima linea del nostro Paese per una diversa politica su un diverso sistema di valori
- la privatizzazione dei beni comuni e la lotta alla rendita che deriva dalla creazione di monopoli "naturali" in mano ai privati
- la ristrutturazione della spesa pubblica in modo da dare seguito concreto alla priorità della spesa per scuola università e ricerca
- la scelta tra grandi opere e difesa del territorio, ascoltando i valligiani piemontesi senza aspettare che ce lo dicano francesi, portoghesi e ucraini.

La lista ovviamente va presa per quello che è, puramente indicativa, "salvo errori e omissioni" come si suol dire.
Perché se poi si andasse anche più nel dettaglio non sarebbe male sapere quali sono le proposte anche sul tetto del contante (torniamo ad abbassarlo?), sul ripristino del falso in bilancio (lo facciamo sul serio o va bene quello in vigore?), sul contrasto dell'economia criminale (idem), sull'allungamento della prescrizione e le assunzioni nella Giustizia (idem).
Mica per altro, ma così capiamo quale dovrebbe essere il "punto di caduta" dei richiami insistenti (anzi, direi pregiudiziali) all'alleanza con il centro (trattino e non trattino), e la finiamo di parlare di chi incontra Pisapia e chi no (e in generale di quello che dicono di lui Repubblica-Stampa-Corriere). Ma anche di quale frase ha pronunciato per far trapelare il suo grado di sinistrismo (quello attuale, sui curricula del passato è sempre meglio sorvolare un po', di chiunque si stia parlando).
Perché, dicevo all'inizio, tutti (???) si vogliono concentrare sui contenuti, mica sugli schemi, sulle figurine, sui passi di danza e le letture psicoanalitiche. O no?


Commenti

Posta un commento

AVVISO: Questo blog personale è aggiornato senza periodicità, non è una testata giornalistica né un prodotto editoriale (legge n. 62/01).
Eventuali immagini provenienti da fonti non correttamente citate o che violano involontariamente diritti d’autore saranno rimosse se fatto presente a gianprincipe@hotmail.it.
L'autore non risponde dei commenti dei lettori, che saranno rimossi se ritenuti lesivi per terzi, né per i siti collegati da link.
Si possono condividere i contenuti riportando la fonte.

Post popolari in questo blog

Cinquestelle e sinistra. Una conclusione

Se la sinistra si unisse all’attuale opposizione al governo Conte in una campagna per farlo cadere in nome dell’antifascismo darebbe un colpo letale ad ogni residua, flebile speranza di recuperare un ruolo significativo sulla scena politica italiana per il prossimo futuro. Deve invece prioritariamente ricostruire un suo profilo riconoscibile su un progetto convincente, chiaro nei presupposti di valore.
Questa affermazione, con cui ho chiuso il post precedente, non solo non è una dimostrazione del settarismo identitario che impedisce alla sinistra di ritrovarsi ma è la condizione per riuscire in questo arduo compito. Lo è in base a banali considerazioni dettate da un’analisi appena obiettiva della situazione politica attuale. Mi sono impegnato a motivarlo e provo a farlo di seguito.

Riassunto delle puntate precedenti. - Il governo ora in carica era ufficialmente abortito per la pretesa di Salvini di rappresentare la coalizione di centrodestra anziché solo la Lega e per il rifiuto dei Ci…

Uscire dal guazzabuglio, fare chiarezza

Avevo appena pubblicato un post pieno di dubbi e di sospetti sulle ombre che avvolgono le vicende politiche di questi giorni, quando il “governo del cambiamento”, che sembrava destinato a rientrare tra le stramberie della storia, è tornato in auge, redivivo. Il voto del popolo sovrano è tornato a contare, ma un’informazione chiara e veritiera sull’accaduto continua ad essere negata. Mentre il consenso informato, come insegnano i classici, è uno dei pilastri della democrazia. Nel post sostenevo che, nel velo di oscurità, un primo elemento di verità sulle forze in campo e i rispettivi obiettivi ce lo avrebbe fornito Salvini una volta che il nuovo governo si fosse presentato alle Camere. Perché sarebbe stato costretto a pronunciarsi sulla data delle elezioni (da cui derivava anche la possibilità teorica di cambiare legge elettorale) e sulla coalizione in cui si sarebbe schierato.

Dietro i colpi di scena, la politica resta nell'ombra
Il premier di quel momento, Cottarelli, non si è pre…

Combattere la destra a fianco della destra?

L’unico modo sensato, per la sinistra, di rapportarsi al governo Conte è confrontarsi con i Cinquestelle in modo chiaro e forte, criticandoli per le contraddizioni, le ambiguità, le concessioni alla destra ma sfidandoli in modo propositivo sulle cose da fare. Perché il pericolo principale che incombe è che si realizzi la prospettiva su cui sta lavorando la destra, in pieno accordo con il PD: far fuori i Cinquestelle per dar vita a un “governo di salute pubblica” di cui la Lega sarà chiamata a far parte con o senza Salvini. E, ancora una volta, senza passare per le elezioni. Questo è il disegno che la sinistra deve sconfiggere: un compito arduo, che diventa impossibile se al momento della rottura viene meno la forza organizzata e la presa elettorale dei Cinquestelle.
Chi lavora per un governo "di salute pubblica"? È questa la conclusione cui sono giunto negli ultimi post, partendo dalla considerazione che Salvini è, sì, la destra estrema ma è in missione per lo schieramento di …