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Visualizzazione dei post da 2017

Ancora, ostinatamente, sulla sinistra e il programma

Firenze - LeU
Passi avanti a sinistra sul programma: sei assemblee tematiche indette da Liberi e Uguali hanno affrontato le questioni cruciali, mentre un’assise nazionale di Potere al Popolo ha lanciato la corsa verso le prossime elezioni costituendo gruppi di lavoro per la campagna elettorale e raccogliendo proposte per il programma, a partire da dieci schede tematiche pubblicate sul sito. Devo però tornare sul tema del mio ultimo post, perché questi passi in avanti non sono un programma, che ancora non c’è. Non ci sarebbe dunque molto da aggiungere alle considerazioni già fatte: senonché alcuni militanti dei partiti chiamati in causa non l’hanno presa bene ed hanno reagito con contestazioni che meritano risposta. Si tratta più che altro di militanti di SI e di Possibile: MdP, non sembra scaldarsi troppo su questo tema e Potere al Popolo non era chiamato in causa esplicitamente (ma il discorso si riferiva a tutta l’area della sinistra).
Padova - LeU
Tre argomenti sono stati portati c…

Ma il programma conta qualcosa?

Ho trovato singolare che le critiche da sinistra sulla nascita di Liberi e Uguali abbiano toccato per lo più aspetti che definirei esteriori. Non voglio dire poco importanti: il difetto di democrazia, la chiusura alla società civile, il curriculum di Pietro Grasso, la foto di gruppo mono-genere (fino al nome declinato al maschile e alle foglioline nel simbolo), sono tutti aspetti rivelatori. Tanto più rivelatori se si considerano le risposte: la democrazia è salva perché si è votato, la società civile che non c’era si è autoesclusa, le donne sono “elemento fondante” perché così sta scritto... Dico però che se si vuole andare alla radice, se si vuole giudicare della sostanza politica di una proposta che vorrebbe rappresentare l’alternativa a un PD avvolto nelle spire del neoliberismo, non ci si può fermare ai sintomi, per quanto possano colpire la nostra sensibilità.

Invece il silenzio è sceso su quello che dovrebbe essere il tema centrale: quale programma, quale proposta politica dis…

Perché non c'è un Corbyn in Italia

Guardando al triste destino della sinistra in Italia e facendo un confronto con i grandi paesi occidentali in cui la crisi della socialdemocrazia ha prodotto un sussulto e un processo di rinascita della sinistra solido ed esteso, viene da domandarsi quale delle due vie che quel processo ha preso sia praticabile da noi. Finora gli sforzi si stanno indirizzando tutti verso la costruzione ex novo, di un soggetto diverso da quello che ha fin qui rappresentato l’opzione socialdemocratica. C’è però chi si domanda se non sia praticabile la via alternativa, un ribaltamento di posizioni e un cambiamento radicale di linea politica di quel soggetto (nel nostro caso il PD). Un fenomeno simile, insomma, a quello che in UK ha avuto come protagonista Corbyn. 
Ma la risposta è negativa.

Non c’è, per cominciare, il protagonista: chi possa fare da guida, o da simbolo. Il blairismo all’italiana, prima, e il liberismo a guida tedesca, poi, non hanno trovato sulla loro strada un’opposizione strutturata e rad…

Dalla Sicilia anticipazioni sul voto nazionale

Andiamo avanti dopo il post precedentenella lettura del voto siciliano, che offre molti dati interessanti, ora che il quadro è completo. Si diceva che avrebbe fornito elementi sul futuro della politica nazionale: cerchiamo di scovarli.

Partecipazione. Stabilmente al di sotto del 50%, come nel 2012, ma nelle politiche del 2013 aveva superato il 64%. Un delta di quasi 20 punti percentuali che trova conferma a 5 anni di distanza si presta a riflessioni, al di là della disaffezione per la politica, su quanto i cittadini sentono lontana l’istituzione Regione, a maggior ragione se si considera lo Statuto dell’Autonomia.
Chi ripone molte speranze in una scarsa partecipazione alle politiche è avvertito: come il referendum ha smentito questi calcoli, anche le politiche possono riservare sorprese, l'aumento dell'astensione non è affatto scontato.


La vittoria della destra In realtà la destra ha preso circa 3mila voti in meno del 2012, quando era divisa tra due candidati. Un risultato che è …

La sinistra in Sicilia. Mosca nel vaso di vetro?

Si possono commentare a caldo le elezioni siciliane, prima ancora che i risultati siano definitivi e senza andare più nel dettaglio con l’analisi dei flussi? Si può fare, perché alcune evidenze sono già macroscopiche. 

1) Il macigno dei 53 elettori su 100 che non hanno votato 5 anni fa non solo non è stato scalfito ma si è perfino ingrossato facendo segnare un nuovo record.  2) La destra, senza riuscire a ripetere le percentuali di 5 anni fa, vince ma – nonostante il premio di maggioranza e un voto di lista superiore a quello per il presidente – arriva per il rotto della cuffia (un solo seggio nel gioco dei resti) alla maggioranza per governare, grazie ad Alfano e alla lista di Micari, i soli rimasti sotto soglia a disperdere il voto. 3) Il candidato del PD perde, come somma algebrica di flussi diversificati, i voti guadagnati dai Cinquestelle. All’incirca per la metà è il risultato di un travaso tra le liste, per il restante si tratta di voto disgiunto.  4) L’ampiezza del voto disgiunt…

Troppi equivoci dietro il tema della leasership

L’uscita di Pietro Grasso dal PD è un segnale decisamente incoraggiante ma è stato anche fonte di equivoci.
Segna un aggravarsi ulteriore della crisi del PD, avviluppato in un processo degenerativo di cui non sembra neanche avere coscienza, e rafforza la sensazione che a questa crisi possa corrispondere infine la nascita di un polo di sinistra al passo con i tempi e in linea con l’evoluzione in atto a livello mondiale. L’equivoco sta nella lettura, circolata ampiamente tra i commentatori, del significato che questo passo assumerebbe quanto alla connotazione del polo di sinistra.
La comunicazione iperveloce e semplificata a cui siamo condannati si focalizza sull’aspetto della leadership: chi può fare concorrenza a Grasso alla testa della sinistra italiana? Che la sinistra abbia bisogno di una leadership, più che di un leader; che quella leadership debba essere consacrata attraverso un percorso partecipato in cui la qualità delle persone, la loro credibilità, il loro passato, passino al …

Dove andremo a finire?

C e l’hanno fatta. E l’hanno fatta grossa. Un oltraggio allo spirito e alla lettera della Costituzione. Uno scempio dei principi fondamentali della democrazia moderna. Uno strappo al tessuto della vita politica che arriva fino a minare la convivenza civile e la tanto declamata coesione sociale. Per che cosa poi?
È molto probabile che non ci siano i tempi e le procedure (anche se basterebbe un atto della "Carica Più Alta dello Stato" che andasse appena oltre il sermone di circostanza, purtroppo del tutto improbabile) per impedire che per la quarta volta in pochi anni il popolo italiano sia costretto a eleggere i suoi rappresentanti secondo un sistema di voto contrario alla Costituzione. Ragioniamo dunque su ciò che quasi certamente accadrà.

Il dato più importante e più evidente è che si è formata una nuova coalizione di governo (PDR-Alfano-Verdini) che non avrebbe i numeri per governare ma ha avuto la maggioranza necessaria a varare la legge elettorale con l'appoggio de…

Fermare il Rosatellum e sconfiggere gli ideatori. Anche nelle urne

Le ultime mosse di Matteo Renzi, quelle politiche (legge elettorale e Banca d’Italia) non quelle folkloristiche (treno) si prestano a considerazioni di un qualche interesse. Purtroppo, gli organi di informazione anche stavolta le hanno trattate, come è loro deplorevole abitudine, trasformando la dialettica politica (in teoria, una delle manifestazioni più alte della vita associata) in pettegolezzo e pantomima, ottenendo così il risultato di sviare l’attenzione dagli aspetti sostanziali. Il declino dell’uomo solo al comando, l’azzardo imprudente e sgangherato del giocatore che dilapida una vincita cospicua nel momento in cui la fortuna gli volta le spalle, sono plot intriganti, classici nel genere del dramma di ambiente borghese, conditi in questo caso da risvolti di comicità involontaria nonché da trame ed intrighi importati dal genere noir. Ma la politica vera, non quella abilmente sceneggiata dagli autori dei serial Sky o Netflix ma quella che l’informazione avrebbe il dovere di appr…