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Tornare alla realtà. Senza perdere altro tempo

Ora che i fumi si sono diradati e il silenzio lascia un po' intontiti – come dopo la fine di uno spettacolo di fuochi di artificio, avete presente? – alcuni più di altri stentano a riprendersi e a guardare la realtà per quella che è: sono quelli che dagli effetti pirotecnici erano stati ammaliati e rapiti. Proviamo a aiutarli a tornare in sé e a guardare la vita reale, il panorama che hanno davanti.


I risultati del governo Renzi ...
So che un certo numero di persone ha realmente apprezzato alcuni risultati del governo Renzi e in tutta tranquillità affermo che posso capirli.
La legge sulle unioni civili è stata un passo avanti, anche se non riesco a digerire l'impronta fascistoide che hanno voluto lasciare prendendosela con i figli, puniti con l'espulsione dal recinto (giuridico) della famiglia con genitori dello stesso sesso.
La legge che consente alle imprese profit statuti con finalità etiche riguarda solo un centinaio di imprese (meritevoli) ma è stata un passo avanti, anche se per contrappasso abbiamo dovuto assistere allo sconfinamento del profit nel campo delle imprese di utilità sociale, con le conseguenze immaginabili, soprattutto nel socio-sanitario.
Certo, per aver considerato decisivi atti come questi è probabile che non abbiano subito gli effetti dei provvedimenti che hanno colpito, anche duramente, alcune categorie sociali tra le più deboli e le più esposte. Ma, ripeto, posso capirli.

... e i regali bene accetti...
Come posso capire quei (tanti) cittadini che con molta semplicità hanno risposto “SI, grazie” a chi aveva offerto qualche dono: penso ai coltivatori diretti (tosco-emiliani e no), ai pensionati poveri, ma anche, per dire, alle famiglie benestanti in cui qualcuno rientrava nella platea degli 80 euro: un “meglio che niente” un “ben gentile, grazie” è comprensibile.
Certo, hanno ringraziato mantenendo un sereno distacco dagli aspetti di merito della riforma: non credo che per loro l'incursione della Costituzione nei regolamenti parlamentari e le leggi del governo a data certa, in aggiunta alla decretazione d'urgenza ora vigente, abbiano rappresentato un tema appassionante, anche se uno come me vi ha visto uno sfregio.
Così come non credo che per loro la doppia lettura affidata agli umori dei tanti De Luca con immunità che sarebbero venuti in gita a Roma per decidere se e come rendere la vita difficile a un governo eventualmente sgradito abbia fatto passare notti insonni, anche se per uno come me era un incubo.
Nè che sia apparso con molta chiarezza il significato di una clausola di supremazia, da contenere e controllare solo “a babbo morto” attraverso la Consulta (moltiplicando il contenzioso), anche se questo primo passo verso il ridimensionamento delle Regioni a ruoli puramente amministrativi e regolamentari a uno come me fa ribollire il sangue nelle vene, perché ho avuto modo di verificare come ha agito sugli squilibri territoriali il potere centrale. Abbiamo sentito parlare di farmaci oncologici e bambini disabili (che pure sono un problema, mancando i Livelli Essenziali di Assistenza che spetta allo Stato fissare) per giustificare l'accentramento di poteri nella sanità, quando basta guardare alle rilevazioni fatte dall'OCSE attraverso un istituto statale (l'INVALSI) per sapere quali e quanti sono gli squilibri tra le aree del paese nel sistema scolastico che era e resta di competenza esclusiva dello stato.

...hanno convinto solo una minoranza
E sia. Non hanno votato nel merito della riforma, ma hanno votato convintamente SI a favore del governo Renzi. A urne chiuse, sono comunque risultati una minoranza. Il problema, tutto politico, è però quello degli autori della riforma. È il problema del disegno politico che ha mosso i protagonisti dello spettacolo pirotecnico. È il problema del futuro dell'Italia e del bilancio che, di questi mille giorni, il Paese ha tratto a larga maggioranza. Un giudizio senza appello sul governo e sull'apparato di potere che lo ha accompagnato.
Ma che autoritario, si dirà, come non contemplare in democrazia la possibilità di un girone di ritorno o di una rivincita: figuriamoci, certo che possono riprovarci, in democrazia, ma devono sapere che la linea che hanno seguito finora non è stata bocciata per livore, per antipatia o per calcoli alla “House of Cards”: quella serie ha grande successo tra i “politicodipendenti” (alcune migliaia) ma è perfettamente sconosciuta ai milioni di elettori da cui è costituito il popolo sovrano.
È stata bocciata nei suoi contenuti economico-sociali tanto quanto nel suo progetto istituzionale. Anche questo è bene che gli sconfitti se lo mettano in testa: tutto il gran parlare che si è fatto di voto sul merito o sul governo, voto di testa o di pancia, “l'errore di Renzi, di personalizzare”, è stato una grande balla/bolla mediatica: tra attività di governo e disegno istituzionale il nesso è così stringente che neanche i migliori guru della comunicazione avrebbero mai potuto nasconderlo (o scinderlo).

Eppure i protagonisti non cercano di capire ma insistono nell'errore
Invece dal manipolo di “arditi incursori” che aveva proposto la riforma non trapelano segni di ripensamento, o anche solo di riflessione sull'accaduto. Anzi, si va sempre peggio.
È raccapricciante l'arroganza . C'è chi ora ha il coraggio di dire “ve l'avevo detto” di fronte al caso MPS: come dire che se avesse vinto il SI la Commissione UE avrebbe detto SI alla proroga che ora sembra verrà negata. Badate bene, sembra, stando ai “si dice”: quelle che circolano sono solo anticipazioni, trapelate a Borse aperte di venerdì pomeriggio, su una decisione che sarà presa a metà settimana prossima. Se c'era bisogno di una piena confessione e ammissione di colpa eccola, e non possiamo far finta di niente: hanno giocato contro l'interesse nazionale, hanno tradito i giuramenti fatti da Ministri o da Presidenti di Regione.
E che dire di chi piange sugli “inciuci” prossimi venturi, perché non è passata l'abolizione del voto di fiducia in Senato: “ci costringerete a fare accordi con Berlusconi”. Che sfrontatezza: il ballottaggio, ossia l'unica soluzione – peraltro incostituzionale se la soglia minima non è abbastanza alta – che garantirebbe a un partito/coalizione di governare in solitudine (con una Camera o due fa lo stesso), sarà cassato non perché ha vinto il NO ma solo perché lo vincerebbero i Cinquestelle.
E nel dare per scontata l'alleanza PD-FI danno anche per scontati alcuni presupposti che esistono solo nella testa di chi sta asserragliato nella ridotta renziana (mentre ad Arcore sono più cauti e preparano la carta di riserva Salvini): 1) che il M5S in caso risultasse primo partito/coalizione si ritrarrebbe inorridito di fronte a qualunque ipotesi di dover governare (non da solo, si intende); 2) che il quadro politico si esaurisca con i tre poli maggiori, quando quello di destra è al momento diviso in due parti di dimensione pressocché uguale; 3) che la sinistra (che sarebbe il quarto o il quinto polo, a seconda di come si conta la destra) sia condannata a restare marginale e a non intercettare i NO al referendum che hanno una matrice di sinistra, limpida per quanto poco omogenea e mal rappresentata: quando le analisi basate sulle interviste pre e post voto concordano nel pesare quell'area, in una forchetta pure piuttosto ampia, comunque certamente a due cifre.

Il Paese ha già saputo prendere le distanze

Il fumo si è diradato ma lo stordimento dura ancora. Sarebbe bene riprendersi presto, la latitanza della politica, ormai da molti anni a questa parte, ha già fatto troppi danni. 
Loro invece no: adesso lo spettacolo pirotecnico pensano di metterlo in scena in casa loro per tornare a stupire gli astanti. Ma questo non farà che segnare la fine dell'ascesa del Renzi trionfante, come ho scritto nell'ultimo post. Anche perché dallo spettacolo dei "botti" indoor la casa PD uscirà in macerie. Ma anche su questo sto ripetendo considerazioni già fatte il giorno prima del voto.

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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