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Renzi e il brivido dell'avventura

NOrmalmente sarebbe buona regola evitare il classico “l'avevo detto, io!”. Quando però, qualche settimana fa, ho espresso qui la convinzione che Renzi aveva imboccato una deriva che lo potrebbe portare, imbaldanzito in caso di vittoria del SI, a sostenere l'idea di un'uscita dall'Europa, mi sono state rivolte critiche, bonarie ma severe. Da amici economisti, che non sono fan del premier. Persone che hanno ricoperto ruoli e responsabilità di primo piano nell'apparato dello Stato e credono nelle istituzioni. Sono apparso loro come un visionario (magari un po' fazioso). Il fatto è che, rispetto a loro, credo di aver avuto modo di conoscere più da vicino il personaggio Renzi.
Ora le esternazioni contro l'UE sono cresciute di tono e siamo arrivati a “scelgano tra noi e l'Ungheria” lasciando aperta l'interpretazione se si tratti di una minaccia o di una promessa. E, indizio assai eloquente, viene mandato Padoan (quello che sarebbe il tramite, la faccia amichevole) a dichiarare “se non ci approvano la manovra l'Europa rischia una brutta fine”. Perciò, se prima consideravo quella deriva come probabile, ora mi sembra si debba salire di un grado, a molto probabile. In caso di vittoria del SI, però: un caso che, fortunatamente, continuo a considerare poco probabile.


NOn mi lascia però tranquillo un pensiero che molti commenti suggeriscono. Le mosse di Renzi hanno sempre una motivazione elettoralistica e l'euroscetticismo gli serve, almeno così lui spera, per incassare un po' di consensi sul fronte leghista e a sinistra. Perché un'area della sinistra ha da tempo sposato la tesi dell'irriformabilità dell'Europa e dei suoi trattati: una tesi che combacia piuttosto bene con quella di Renzi quando annuncia di voler recedere dal fiscal compact per i vincoli che impone alle strategie di crescita e di volersi opporre alle sanzioni portando come argomento la discrezionalità con cui vengono applicate, a danno di alcuni paesi e non di altri.
Scrivevo già nel post che ho richiamato che a Renzi manca la credibilità necessaria perché sia preso sul serio, dati i precedenti e, in particolare, l'essersi distinto tra i falchi dell'offensiva anti-Grecia (e anti-Tsipras). Ma, si potrebbe controbattere, l'uomo ci ha abituato a svolte e piroette e quindi andrebbe preso sul serio almeno per la sua conclamata incoerenza.
E sia. Ma quell'incoerenza risponde tuttavia a una ragione di fondo che è la costante della sua azione (la ricerca del consenso). E Renzi, torno a sostenerlo, deve essere annoverato tra i maggiori esponenti della deriva nazionalistica nel senso che ha a cuore esclusivamente la dimensione domestica del suo potere.


NOn so se in questo modo può davvero far breccia tra chi, anche a sinistra, ritiene che il ritorno allo stato nazionale rappresenti una via obbligata per fare il bene del Paese, essendo l'idea di Europa in mano alla destra ultraliberista. In ogni caso non credo si tratti qui di discettare attorno a questa tesi, se sia condivisibile o se non sia piuttosto preferibile battersi perché prevalga un'idea di Europa sociale, democratica, solidale. Perché credo sia chiaro come la motivazione che spinge Renzi non sia quella e che invece accarezzi l'idea del ritorno allo Stato-nazione solo perché è l'unica dimensione in cui ritiene di poter giocare la sua personale partita per il potere.


In conclusione, mi sentirei di raccomandare a chi dovesse apprezzare la svolta anti-europea di Renzi, di riconsiderare quanto meno le proiezioni econometriche su cui si basano le tesi secondo cui un “Italexit” non danneggerebbe l'economia italiana, né il popolo italiano. Perché dovrebbe cambiare lo scenario su cui sono state costruite assumendo invece quello di un'uscita gestita da un governo a guida Renzi. Un Renzi che in questa ipotesi avrebbe incassato una vittoria del SI, interpretabile come un lasciapassare per “dirigere” il Paese, come è sempre stato nei suoi sogni. Che non sono però i nostri sogni.

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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