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Ancora sulla narrazione distorta dei dati economici

Prendo spunto da un post di Rita Castellani sul suo profilo Facebook in cui trova censurabile il “ri-commento” dell'ISTAT sui dati degli occupati nel secondo trimestre - già noti e commentati dal 31 luglio - per tornare di volata sul tema ISTAT toccato nell'ultimo post.
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L'Istat effettua la rilevazione degli occupati intervistando ogni mese, in una settimana di riferimento, un gruppo di famiglie sorteggiato (con un metodo di inserimento ricorrente nei gruppi che risponde a un criterio statistico rigoroso e universalmente condiviso) e pubblica il dato risultante alla fine del mese successivo. Poi lo riporta all'arco trimestrale, più lungo e più significativo, in continuità con quanto ha sempre fatto (fino al 2003 però non era organizzata per rilasciare il dato mensile). La tecnica è ampiamente nota e condivisa con la comunità internazionale (in particolare con Eurostat a cui è vincolata).


Ora, il commento non sempre dà conto in modo chiaro della natura del dato trimestrale che in definitiva somma e registra quello già rilasciato ogni mese. Anzi, è perfino possibile che nei commenti ci si stia preparando al nuovo corso annunciato dall'arrivo (dai quadri della RAI) di un dirigente centrale per l'informazione e comunicazione statistica che gode della stima e del gradimento di Palazzo Chigi (ne parlo, per l'appunto, nell'ultimo post). Fa dunque bene Rita Castellani a bocciare il “ri-commento”.
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Ciò detto, non fanno solo pena ma danno un'idea del punto a cui siamo arrivati quei governanti che avevano a suo tempo commentato con squilli di tromba i dati di aprile, poi di maggio e ancora di giugno, che registravano una crescita (che ora il dato trimestre rilancia) ma hanno poi dovuto prendere atto che dal mese di luglio si era tornati in negativo (-63.000 occupati, -0,3%, dato del 31/08). Adesso, con notevole faccia di bronzo, commentano il trimestre precedente come se fosse l'ultimo dato disponibile fresco di stampa. E lo commentano facendo finta che non sia stata abbondantemente analizzata la dinamica che sottosta al dato positivo del secondo trimestre. (La parte mia l'ho fatta in http://giovanniprincipe.blogspot.it/2016/08/perche-crescono-gli-occupati-ma-non.html ).
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Meritano poi molta compassione, ma anche un po' di indignazione, quei sedicenti giornalisti e commentatori economici che stanno al gioco e si sforzano di far dimenticare quello che è emerso dall'ISTAT il 31 agosto. Perché quel giorno l'ISTAT ha rilasciato contemporaneamente due dati. Quello sull'occupazione in calo a luglio, a cui ho appena fatto riferimento, e quello sul PIL del secondo trimestre a crescita zero sul quello precedente. Segno che l'economia si è fermata (e si teme addirittura il segno meno nel terzo trimestre) e che l'occupazione inevitabilmente ha smesso di crescere da luglio: neanche voucher da poche ore al mese, bonus generosi per i neo-assunti e prolungamento dell'età pensionabile riescono più a far aumentare gli occupati (che poi sono le persone intervistate che dichiarano di aver lavorato almeno un'ora nella settimana di riferimento).


Il fallimento della politica economica del governo è conclamato e sta ormai turbando i sonni degli inquilini di Palazzo Chigi e via XX settembre. In quei palazzi è tutto un ribollire di incontri, riunioni (di brain-storming e briefing utili per le e-news e i tweet, ovviamente) da cui dovrebbe uscire l'immagine di un cambio di rotta. Di un cambiaverso del cambiaverso.
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Poi uno va a vedere. E tra APE e 14ma ai pensionati si accorge che cambiano nomi e presentazioni ma siamo sempre alle solite: utilizzare l'assegno di disoccupazione (capitalizzato) per pagare i cari vecchi pre-pensionamenti a costo zero; dare 30 euro al mese in più ai pensionati poveri a cui sono stati negati gli 80 euro.


Narrazione, narrazione. E il re continua ad aggirarsi nudo pretendendo di fare colpo sui cittadini.  

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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