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Prima di Bruxelles, arriva l'ISTAT a demolire i conti del governo

L'esercizio è forse un po' stucchevole. Perché divertirsi a smontare le favole (“storytelling” nel linguaggio di moda) di Renzi?
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A ogni rilascio di dati dell'ISTAT, ci risiamo. Ce l'hanno a morte con gli euroburocrati dello zerovirgola, a Palazzo Chigi e in via XX settembre, ma appena possono aggrapparsi a uno zerovirgola inondano le redazioni dei giornali compiacenti di comunicati trionfali.



Il cittadino ormai lascia perdere. Considera le guerre di cifre più o meno come si possono prendere sul serio le inserzioni degli esperti del lotto, che si contendono la buona fede degli sprovveduti dando i numeri in base a criteri “scientifici” piuttosto che medianici.
Risultati immagini per la smorfiaEppure qui non stiamo giocando con la dea bendata. Il cittadino avrebbe il diritto di essere informato sulle cifre reali dell'andamento dell'economia per giudicare delle prospettive ma anche per farsi un'idea della bontà delle ricette che adotta il governo in materia di economia.
Per questo, per quanto risulti stucchevole, tornerò di nuovo su dati reali e previsioni realistiche, per dare un'idea di come vanno le cose davvero e di quello che ci possiamo aspettare. E per fornire elementi di giudizio sull'operato del governo, per quanto possibile fondati su dati di fatto.

Parliamo del PIL. Indicatore imperfetto ma comunque indicatore della ricchezza che viene prodotta misurata in valore monetario. L'anno appena passato è cresciuto dello 0,65% rispetto all'anno precedente (in termini comparabili, sfrondati cioè dall'effetto del calendario, come si fa nelle statistiche ufficiali). Ora l'ISTAT ci ha fornito le anticipazioni sul risultato del primo trimestre 2016: è destinato con ogni probabilità a attestarsi sul +0,1% rispetto al quarto 2015.

Un semplice calcolo matematico ci permette di dire che se l'economia smettesse di crescere e i trimestri successivi presentassero lo stesso risultato, la media del 2016 risulterebbe superiore dello 0,35% rispetto a quella del 2015. Nessuno si augura che ciò avvenga. Quanto meno è lecito aspettarsi che se negli ultimi due trimestri l'economia italiana è cresciuta al ritmo dello 0,1% le cose vadano avanti almeno con la stessa progressione. Ebbene, se ciò avvenisse la media annua risulterebbe maggiore della media 2015 dello 0,5% tondo. Peggio di come è andata quest'anno rispetto al 2014.

Osiamo sperare di più. L'anno passato si era partiti bene nel primo trimestre con un +0,4%. Poi però nei trimestri successivi si è rallentato: 0,3 nel secondo, 0,2 nel terzo per finire con lo 0,1 nel quarto. Proviamo a augurarci che il 2016 ci riservi l'andamento inverso e che la crescita sia via via più sostenuta per arrivare a toccare lo 0,4% nel quarto trimestre. In questo caso la media annua supererebbe quella del 2015 di uno 0,75%. Insomma, pur trattandosi di uno zerovirgola striminzito, comunque si tratterebbe di un progresso rispetto allo 0,65% dell'anno passato. Incoraggiante.

Peccato che, se le cose andranno così, le previsioni su cui sono stati basati i conti per il 2016 nell'ultima legge di stabilità risulteranno tutti sballati. E se per caso vi doveste augurare un simile risultato, vi trovereste a fare compagnia ai peggiori gufi e sareste perfino più pessimisti degli odiati burocrati di Bruxelles, che in qualche modo hanno preso per buone previsioni più ottimistiche.
Insomma, se l'economia riprendesse ad accelerare il suo ritmo di crescita recuperando il rallentamento del 2015 nella misura che abbiamo appena ipotizzato, l'economia crescerebbe comunque della metà esatta di quanto previsto dalla legge di stabilità, che ha basato tutti i suoi conti su una previsione del +1,5% (che gli euroburocrati si limitano a ritoccare all'1,4%, con una bella strizzatina d'occhi).
Sapete di quanto dovrebbe crescere l'economia italiana nei prossimi tre trimestri per ottenere il risultato che azzarda la severissima OCSE, di un +1%? Di almeno un +0,4% ogni trimestre.
E per arrivare al risultato previsto dal governo? Servirebbe una crescita almeno dello 0,8% a trimestre per ognuno dei prossimi tre trimestri. Possibile? Tutto è possibile … per chi sogna a occhi aperti. Realistico? L'ultimo trimestre che ha fatto segnare un simile andamento si perde nella notte dei tempi. Ottenerlo per tre di seguito, poi...

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Tiriamo qualche conclusione. Ora potremmo sperare che le anticipazioni dell'ISTAT vengano smentite dal dato definitivo. Sta succedendo piuttosto spesso, ultimamente: ma un +0,2% non cambierebbe quasi niente. Oppure, potremmo sperare che si verifichi qualche fatto oggi imprevisto ed imprevedibile: ma dovrebbe avere un segno positivo, anziché negativo come è accaduto con gli imprevisti negli ultimi tempi. E potremmo perfino sperare che questo governo cambi radicalmente, a 180 gradi, la sua politica economica: a condizione di non pensare alla fine che hanno fatto quelli che lo hanno sperato fin qui.

Ah, dimenticavo: magari si può anche sperare che questo governo cambi. Punto.

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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