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"CONTACI" alle amministrative di Roma: contagiarsi per vincere la rassegnazione

La sala della ex Dogana dove si è svolta la riunione di «Contaci»

Un incontro di lavoro con 100 partecipanti, che si sono misurati attorno a venti profili “tipici” della popolazione romana per avviare una riflessione sull'approccio che dovrà avere il futuro governo della città. Questo è stato, a metà febbraio, l'avvio di CONTACI, il percorso di “CONTAGIO CIVICO” nato con l'ambizione di proporre ai cittadini romani un'alternativa rispetto a quanto offrono attualmente i soggetti politici in campo.

Chi ha fatto coraggiosamente il primo passo – un gruppo promotore con storie e collocazioni diverse nel campo della sinistra, i loro profili sono on line sul sito http://www.contaci.rm.it/17-2/ – si è mosso con un'idea di fondo: porre al centro, come punto di partenza, le persone che vivono la città e le domande che rivolgono alla politica. Un capovolgimento del modo tradizionale con cui chi fa politica si propone agli elettori. Non più accordi e mediazioni tra potenziali candidati che, nella migliore delle ipotesi, si confrontano in base ai rispettivi progetti predefiniti, se non vanno alla semplice ricerca di una composizione delle loro ambizioni personali. L'impegno è invece quello di un lavoro comune di ascolto e interpretazione di domande, bisogni e sogni delle persone per costruire, con il loro apporto, le risposte adeguate. Su due piani principali: le modalità di funzionamento da adottare negli apparati e i modelli di comportamento da promuovere.

La loro proposta si rivolge a tutti coloro che, a sinistra, non si riconoscono né nel progetto centrista del PD-Partito della Nazione, né in generale nell'offerta politica attuale. E che hanno l'ambizione di dare risposta alle domande che restano inascoltate, perché non trovano interlocutori.
In questo senso non puntano a “togliere voti alla sinistra”, come lamentano, con l'argomento abusato del “voto utile”, esponenti di quel PD che ha scelto di insediarsi in un altro campo. Puntano piuttosto a riconquistare la fiducia di chi la sinistra non l'ha più votata. Ma anche di chi la sinistra non l'ha mai riconosciuta come proprio interlocutore non avendone ricevuto attenzione, prima ancora che risposte.
Mentre procede il lavoro sui contenuti, tra gli osservatori si sollevano dubbi sulla consistenza numerica dell'area di soggetti di cui stiamo parlando. Eppure, essendo il perimetro abbastanza definito, una risposta non è difficile.
Per dare un'idea riprendo qui un prospetto già pubblicato in precedenza, sui voti raccolti nelle prove elettorali degli ultimi cinque anni dalle formazioni della sinistra e dalla proposta referendaria sui Beni Comuni, oltre che sui non votanti.


Referendum Beni Comuni
Camera '13
Comunali '13 I turno
Comunali '13 II turno
Europee '14
Sindaco (I e II t.) - referendum (SI)
1.227.089

512.720
664.490

PD

458.637
267.605

506.193
SEL 2013 – Altra Europa 2014

75.573
63.728

72.491
M5S 2013 e 2014

436.340
149.665

293.241
Civica (Lista Marino 2013)


75.494


Non votanti
838.974
560.035
1.113.192
1.296.227
1.109.935

Il quadro che ne emerge è illuminante.
Hanno diritto di voto nel comune di Roma all'incirca 2,3 milioni di cittadini, ma il sindaco lo eleggono poco più di mezzo milione di votanti. Basta uscire dal chiuso del discorso politicista per accorgersi che il mondo reale è fuori. Fuori dal Palazzo, separato dalla politica da un fossato, protetto per di più da un reticolato.
Per essere il sindaco di tutti, a chi è eletto mancano ¾ della popolazione. È soprattutto là dentro che possiamo trovare i soggetti di cui parliamo.
Teniamo conto che la destra è arroccata in un bacino di 375.000 elettori: tanti sono i votanti di Alemanno al secondo turno nel 2013, esattamente come i votanti per la coalizione di destra alle politiche, mentre alle europee si ferma, NCD e Leganord compresi, 100.000 voti più in basso (280.667).
Quanto al PD, ha raccolto al suo massimo del periodo (Europee 2014) poco più di mezzo milione di voti, ma alle comunali dell'anno precedente, dopo la delusione delle politiche e l'avvio delle larghe intese, i suoi voti di lista si erano fermati sotto i 300.000. E il Movimento 5 stelle nelle sue oscillazioni aveva confermato la sua scarsa presa nel voto amministrativo fermandosi sotto i 150.000 pur avendo raccolto solo pochi mesi prima quasi il triplo alle politiche. Un risultato di poco superiore a quello ottenuto dalla sinistra e dalla lista civica per Marino.

Se confrontiamo questi dati con il bacino rappresentato da chi nel quinquennio ha votato almeno una volta (escludendo quindi il nucleo di non votanti più difficile da scalfire, con cui comunque ci si deve sforzare di arrivare a una qualche forma di interlocuzione e di ascolto) ci accorgiamo che né i voti di lista del PD né quelli dei 5 stelle, né quelli della destra delle scorse comunali potrebbero competere con chi fosse in grado di interpretare e convincere i cittadini esclusi dalla rappresentanza consolidata, tripolare: quelli di cui parliamo, un'area composita, potenziale quanto si vuole ma dalla fisionomia tutt'altro che indefinita.
A riprova, possiamo prendere a riferimento i SI del referendum per i beni comuni e confrontarli con la somma dei voti raccolti alle europee dal PD, al suo apice, e dai 5 Stelle. Arriviamo esattamente alle stesse conclusioni se consideriamo quanto sia vasta l'area di chi manca all'appello, vicina al mezzo milione di voti.

Sono numeri ma servono a contare persone. Che non devono essere comprate col voto di scambio, né cammellate, ma nemmeno sospinte fuori dal recinto della rappresentanza politica solo perché pongono problemi scomodi.


Il percorso di CONTACI prevede ora, come prossima tappa, un incontro aperto, non più a inviti come quello dei 100 ma partecipato da tutti coloro che si mostrano interessati a questa novità, a questo “vascello pirata” che agita le acque del centro-sinistra, secondo la presentazione che ne fa il cronista del Corriere della Sera. Non sarà una passerella di interventi ma un ulteriore momento di lavoro comune sulle questioni che in concreto devono affrontare i cittadini di Roma, quelli trascurati o addirittura oppressi da una politica che si è arroccata a difesa dei più forti e a salvaguardia dei propri privilegi. La domenica mattina, dalle 10 alle 13, nel primo week-end di marzo, nei giorni in cui la campagna per le amministrative a Roma entrerà nel vivo.

E' un percorso aperto, inclusivo. Siamo tutti promotori, i primi dieci sono diventati 100 (trovate anche quelli sul sito http://www.contaci.rm.it/24-2/ ) per essere almeno 1000 il 6 marzo. 
Non si propone di fare concorrenza a nessuno ma di far concorrere tutti. Con una regola aurea: si decide tutti insieme, democraticamente e appassionatamente.

Chi non intende darsi per vinto e ripone ancora un barlume di fiducia in una politica che dimostri di sapersi rigenerare è invitato a farsi avanti. C'è posto, c'è un grande spazio da coprire.
CONTACI_Processo_6marzo.002

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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