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L'economia rallenta. E la legge di stabilità peggiorerà le cose

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Sarà che i gufi devono averci dato dentro di brutto. Sarà che i dati escono di venerdì 13 nel mese dei morti. Sarà che la magistratura ha messo le mani sull'ISTAT. Però le stime preliminari del PIL del terzo trimestre (+0,2%) hanno un significato preciso: il famoso +0,9% su cui si è costruita la legge di stabilità, la previsione che “per la prima volta supera le stime di inizio anno” (che erano dello 0,7%) e che “potrebbe perfino essere ulteriormente migliorata”, invece non sta né in cielo né in terra. Il 2015 farà segnare quasi certamente un +0,7%.
E' praticamente impossibile che si possa arrivare al +0,8% e bisogna stare attenti che il IV trimestre faccia segnare almeno lo stesso +0,2% del terzo altrimenti chiuderemo l'anno a +0,6%.
Intanto l'approvazione della clausola di flessibilità sugli investimenti e del bonus immigrati è nel limbo: Bruxelles risponde all'Italia, come si usa nei migliori mercati (e nei suk del Medio Oriente) “vedere cammello”. Investimenti quali? Spese per profughi quali?

La narrazione continuerà tuttavia imperterrita, come è stato finora a dispetto della realtà.
L'occupazione diminuisce? 
Sì ma diminuiscono anche i disoccupati (e non ci si domanda perché la gente smette di cercare lavoro, quando il lavoro diminuisce). 
Sì ma è cresciuta la quota di contratti a tempo indeterminato (chiamarli stabili è diventato un po' difficile). Grazie a un bonus generoso, alla modica cifra di 72.000 euro per ogni nuovo posto dilavoro
E l'economia va bene perché l'EXPO è stato un successone: i ristoranti si sono riempiti, soprattutto la sera. Magari era stato concepito come un momento di avanzamento nella lotta per contrastare la fame nel mondo e lo spreco alimentare nei paesi sviluppati. Non per saziare milanesi e studenti in gita, ma pazienza.

L'economia invece langue. E l'ultimo dato ISTAT è particolarmente preoccupante perché segnala i primi effetti del rallentamento della domanda mondiale. Stavolta non sono i consumi a penalizzare il pil ma la componente estera. E' insomma la parte più attrezzata del nostro sistema produttivo, quella che si è retta sulle sue gambe e nonostante l'assenza totale di una politica a supporto è riuscita a farsi valere sui mercati mondiali, che ora fa fatica. Non basta il solo fatto che FCA-Chrysler abbia delocalizzato in Basilicata la produzione di alcuni modelli di Jeep per il mercato americano (la sola economia avanzata che in questo momento non ripiega) per salvare il risultato complessivo dell'export.

Ma non importa, si può fare oltraggio alla verità dei fatti. L'importante è andare avanti nella direzione scelta, quella dello sfondamento a destra. Che ormai ha varcato anche un altro dei limiti storici per un partito che continua a spacciarsi di sinistra. Non bastava sposare le tesi padronali (e che padronato!) contro le ragioni dei lavoratori dipendenti. O quelle delle rendite (non solo finanziarie) contro i “produttori”. Ora si arriva a sdoganare anche le tesi che “con la mafia si deve convivere” e che “evadere un fisco troppo esoso è un diritto”. Si alza il limite del contante e si racconta che “non ci sono evidenze di un legame tra uso del contante e evasione e riciclaggio”. Lo afferma il titolare di un Ministero dell'Economia che pubblica rapporti che sostengono il contrario, visto che tutte le statistiche disponibili, senza eccezione alcuna, mostrano un indice di correlazione piuttosto elevato tra i due fenomeni. E si sfida la logica aristotelica sostenendo che si prevede, sì, di incassare di più dalle slot machines ma ... limitandone la diffusione.
Purtroppo per noi, però, l'economia illegale è una tangente occulta pagata da tutto il paese legale. Che, come il pizzo “al dettaglio”, condanna alla rovina chi la subisce.

L'Europa è ancora pervasa dalle dottrine dell'austerity, come sappiamo. Suggerisce però che, mentre si promuovono misure sul lavoro che spostano redditi dai salari ai profitti, si eviti di peggiorare ulteriormente le cose con le tasse e le si sposti su rendite e patrimoni. Che risponde l'Italia? Che gli Stati sono sovrani, che noi l'austerity ce la interpretiamo come vogliamo e alleggeriamo le imposte sulle case dei ricchi e non tocchiamo i patrimoni neanche nei passaggi ereditari.

Però poi se l'economia va come va, nella direzione in cui la politica, con le sue scelte, lascia che vada o la spinge ad andare, ce la prendiamo con l'astrologia. O con i gufi. Che, per quello che mi riguarda, penso invece che non stiano facendo fino in fondo il loro dovere.

Credo che uno scatto di orgoglio di una coscienza civile che non è affatto defunta nel nostro paese dovrebbe portare a dire con molta più energia, in un coro sempre più assordante, che questa realtà non è per niente razionale né tanto meno giusta. Che un'altra politica è possibile, che da questo pantano si può uscire, che le idee per riprendersi tutti insieme – non solo chi trae vantaggio dallo stato di cose esistente – sono in campo. Proprio come è avvenuto nei momenti più alti della storia del nostro Paese, che sono anche quelli in cui eravamo caduti più in basso e ci siamo risollevati.

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Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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