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I dilemmi del sindaco Marino

Risultati immagini per campo de' fioriIgnazio Marino sta riflettendo sulla conferma delle dimissioni. Dare consigli in questo momento non è il caso. Magari si può provare a immaginare quali domande si stia ponendo.
Certamente starà ragionando su un dato di fatto oggettivo come la rottura che si è consumata con il gruppo dirigente del PD nazionale. Che riguarda, è agli atti, non solo il segretario nazionale e la sua cerchia più ristretta ma anche il presidente commissario.
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Risultati immagini per corviale roma fotoQuanto poi alla la rottura con il gruppo dirigente del PD romano, quella risale ai tempi delle primarie e già in campagna elettorale (“non è politica, è Roma”) aveva tentato di farne un punto di forza anziché di debolezza. Le vicende successive hanno dimostrato che l'intuizione (se di questo si trattava, e non di “cognizione di causa”) era giusta, anche se i giudizi su quanto quell'intuizione abbia tenuto sono controversi. Si va dall'elogio incondizionato (ha fatto tutto quello che umanamente era possibile fare in quelle condizioni) alla critica impietosa (non ha visto o ha fatto finta di non vedere quale fosse la realtà intorno a lui). Tra questi estremi, troviamo chi gli imputa questo o quell'errore, più o meno grave. Su questi giudizi, espressi anche dai suoi sostenitori, e in generale sugli errori di cui dichiara di sentirsi responsabile sarà bene che compia un esame attento e severo. Ma non è detto che questo lo aiuti a sciogliere i dubbi che riguardano le scelte da compiere ora.
Risultati immagini per metro laurentinaNell'ipotesi di ritirare le dimissioni, si starà piuttosto domandando, ora che è venuto meno l'appoggio del gruppo dirigente del PD nazionale, dopo quello romano, quale maggioranza potrebbe sorreggere una sua giunta. Sarà sufficiente la voglia di rimanere in sella dei consiglieri (blanditi peraltro dalla promessa di ricandidatura per tutti)? E poi, a quali condizioni dovrebbe sottostare, senza tradire le direttrici di fondo che lo hanno mosso fin qui e su cui intende proseguire?
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Nel caso più probabile di una conferma delle dimissioni (dopo un dibattito in aula o senza questo passaggio) l'ex sindaco non ha escluso di partecipare alle primarie del PD, nel caso in cui alla fine si facciano (per ora non è affatto certo). La prima domanda a questo riguardo (di nuovo, venuto meno l'appoggio del gruppo dirigente del PD nazionale dopo quello romano) è quale platea di partecipanti alle primarie potrebbe farlo vincere una seconda volta, in un contesto così cambiato. E, in caso di sconfitta, quale ruolo potrebbe riservarsi, posto che il suo profilo etico non si concilierebbe con il mancato rispetto della regola aurea del sostegno dei perdenti al candidato vincitore. Ma si starà anche domandando, viceversa, in caso di vittoria, se sarebbe davvero garantito, alla luce dell'esperienza passata, il rispetto di quella regola da parte dei perdenti.
Sarebbe interessante infine capire, ancora nell'ipotesi che si vada al voto in primavera, come intenda regolarsi con le formazioni (certamente almeno due) che sosterranno un programma in continuità con quello che aveva tentato di portare avanti.
Una (il Movimento 5 stelle) si presenta in contrapposizione, accusandolo di esser stato di fatto connivente (se non complice) di Mafia Capitale per non aver preso le distanze dal PD. Come si preannuncia per lui una sfida giocata, anziché sul programma, sulla credibilità di chi lo porterà avanti? Quanto lo aiuterà, in una simile sfida, la compagnia che salirà sul suo carro?
Risultati immagini per bici nel traffico romaL'altra formazione è in gestazione. Sarà il risultato di un lavoro che tende a raccogliere diverse espressioni della società e della politica romana che si ispirano a valori alternativi, di sinistra nell'accezione più ampia (ma non per questo meno pregnante) del termine, ma intendono elaborare anche progetti concreti di cambiamento della città nel suo tessuto sociale e nelle sue infrastrutture (di vario genere). Insomma, una coalizione che con ogni probabilità adotterebbe le primarie come metodo per la scelta dei/delle candidati/e. E con un programma che, per essere credibile, non ammetterà ambiguità nel rapporto col PD, che a quello di Marino ha prima fatto mancare il suo appoggio e infine assestato il colpo decisivo, per ragioni che l'elettorato ha bene in mente.

La risposta a questa domanda richiederà da parte di Ignazio Marino un'attenta riflessione: il tema è di nuovo la compatibilità tra il programma di cui vuol farsi portatore e una candidatura alle primarie del PD (vincente o perdente). Ma anche la ricerca di soluzioni alternative. Non è dato sapere se si sia già posto il problema. L'importante è che lo faccia prima di sciogliere i dilemmi.
dei sindacati a Piazza Vittorio a Roma
Archivio Fotografico Luce - Fondo Dial, 05.07.1960 - Manifestazione antifascista dei sindacati a Piazza Vittorio a Roma
Archivio Fotografico Luce. Fondo Dial, 05.07.1960 - Manifestazione antifascista dei sindacati a Piazza Vittorio a Romaa Piazza Vittorio a Roma

Commenti

  1. La mia opinione è che Marino sarebbe un ottimo Presidente per la Regione Lazio, ma sia inadatto a fare il sindaco. Fossi in lui non mi ricandiderei a Roma

    RispondiElimina
  2. La mia opinione è che Marino soffra di un disturbo narcisistico della personalità e che il poco di bene che è stato fatto a Roma è stato fatto nei Municipi da giovani PD. Finalmente il partito ha aperto gli occhi. Già: aprirli prima di candidarlo e salvare Roma da un'umiliazione senza pari sarebbe stato chiedere troppo a un partito accecato dal gioco di correnti e da logiche che sconfiggono l'intelligenza ancor prima del pudore.

    RispondiElimina

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