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Stefano Fassina e l'"andare a sbattere". Una precisazione doverosa

Stefano Fassina non l'ha presa bene. In una lunga e accalorata invettiva telefonica mi ha accusato di aver fatto lotta politica di bassa lega riprendendo, nel mio ultimo post, le voci di un suo presunto boicottaggio dei referendum proposti da Possibile.

Premetto che fare “lotta politica” contro Stefano Fassina mi sembrerebbe una aberrazione, Si lotta contro avversari: contro la destra, contro il governo Renzi che compie atti contrari ai valori e ai programmi della sinistra.
Quelli che rimprovero a Stefano Fassina invece sono atti che considero errori, magari gravi, che mi piacerebbe non commettesse (non per questo considerandolo un avversario). Proprio come quello che lui pensa (così almeno credo) della decisione di Possibile di presentare quei referendum.

Secondo lui però avrei preso per buone insinuazioni e falsità parlando di boicottaggio. Il termine lo ha offeso.
Ha, sì, criticato pubblicamente la decisione dei referendum intervenendo al Politicamp di Firenze. Ma poi, ci ha tenuto ad assicurarlo con grande foga, nulla più. Nessun pronunciamento, nessuna indicazione di voto, né in pubblico né agli aderenti ai comitati che sta promuovendo. E solo rispondendo a mia specifica domanda ha dovuto ammettere, rompendo il riserbo, che non li voterà.

Come non prenderne atto? Come non dar conto della precisazione? Posto che, ovviamente, avrà modo, se mai lo volesse, di farla in prima persona assai meglio di come la faccio io in terza persona.
Vedo tuttavia che insiste in quello che considero un errore. 
Perché non si tratta solo di una critica ai tempi (la “fuga in avanti”, il sottovalutare il rischio di non farcela): su queste differenze di valutazione mi sono espresso nel post precedente e non ci ritorno. Ma qui la questione è un'altra: come si fa a sostenere che ora non vadano sottoscritti, pur trattandosi di leggi su cui ha espresso con grande veemenza la sua contrarietà? Questo resta, ai miei occhi, un errore ben più grave, le cui motivazioni non riesco proprio a comprendere.

Dunque, se non ho colto che quello che considero un errore è solo suo, una scelta personale, “intima” si potrebbe dire, la precisazione è doverosa. Può apparire strano, trattandosi di un leader politico, ma devo stare alle sue parole (sorvolando con qualche fatica sugli insulti).
Perciò, chi racconta di aver partecipato a riunioni in cui si è detto che quei referendum non si devono sottoscrivere devo ritenere che stia mettendo in giro falsità.
O, comunque, se qualcuno l'ha detto, si deve sapere che non si era certo confrontato con Fassina.

Se poi la questione è di lingua italiana, se non si può parlare di boicottaggio per chi va dicendo che non si deve andare a firmare, ebbene, avrei da ridire. Ma se quello è il problema, chiamiamola pure lotta politica. Di grande spessore teorico e ideale, s'intende, mica di bassa lega.


Ps. Devo invece ammettere che avere virgolettato una frase anonima (sul boicottaggio) è davvero una delle scorrettezze peggiori, benché molto diffusa. Avendo fatto il copia/incolla di frasi scritte, che riassumevano rumors piuttosto diffusi, ho in automatico messo le virgolette: ma se gli autori avevano preferito una corrispondenza privata non ero autorizzato a virgolettare un bel niente senza citare la fonte. Non deve più accadere, giuro. E intanto ho proceduto alla correzione.

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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