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Ancora su sinistra e referendum. Domande che attendono risposta

Devo tornare sul tema dell'atteggiamento di alcuni pezzi della sinistra sui referendum promossi da varie associazioni tra cui Possibile. Molti ci vedono, più che una distanza, un'ostilità, un boicottaggio. L'accusa viene respinta, ma sta di fatto che c'è una parte che non solo non partecipa alla campagna, non solo non va a firmare, ma rifiuta perfino (avendo titolo a farlo) di prestarsi a autenticare le firme.

Difficile darsi una spiegazione, per chi sta animando con grande passione questa campagna. Un conto è criticare il modo in cui la campagna è stata costruita, i suoi tempi: opinabile, ma legittimo. Se però il merito è condiviso, se si è fatta una battaglia contro le norme che verrebbero abrogate, ora si tratta di firmare o non firmare, o quanto meno di autenticare le firme altrui: perché no? Si teme il riflesso negativo di un eventuale insuccesso? Ma sarebbe motivo per impegnarsi al massimo, mica per stare a guardare (figuriamoci per boicottare!).
Inizialmente, al camp di Possibile a Firenze, il coordinatore nazionale di SEL ha giustificato la non partecipazione alla campagna con la necessità di “caricare” i militanti, di approfondire i temi, con un giro di assemblee da tenersi da allora (metà luglio) al 1 ottobre. Ci si poteva chiedere come mai proprio quella data, il giorno dopo la scadenza utile per un voto referendario nel 2016, ma poteva essere solo orientativa (chissà, le assemblee potevano tenersi prima del 15 settembre permettendo una partecipazione attiva, sia pure in extremis); comunque, nulla avrebbe impedito, a chi fosse stato già convinto del merito, di firmare o magari di attivarsi (come molti di loro infatti stanno facendo). Non ci si poteva certo aspettare una indicazione di astenersi dal collaborare!
Ora però, constatato tra l'altro che di assemblee sui referendum non se ne sono viste in giro granché e che ormai il 1 ottobre sta per arrivare, sento dire (anche in pubblico da dirigenti nazionali di SEL) che “se la campagna ha successo, bravi; ma se, come riteniamo possibile, se non probabile, non ce la fate, a quel punto tutta la fatica va sprecata e noi ci teniamo pronti per partire, dopo il 1 ottobre, con le procedure giuste e la preparazione adeguata, così da depositare le firme entro il 30 settembre 2016 e votare nel 2017, contando sull'apporto anche di chi ci ha provato inutilmente quest'anno.”
Sanno che votare nel 2017 non è lo stesso che farlo nel 2016. Che in concomitanza con il voto amministrativo ci sarebbero meno rischi di mancare il quorum; che con l'entrata in vigore dell'Italicum (1 luglio 2016) il quesito sull'abrogazione totale diventa improponibile; che si darebbe un grande slancio alla campagna contro il voto confermativo sulla riforma costituzionale; che si guadagnerebbe un anno nel fermare le ferite al territorio, l'oltraggio alla dignità dei lavoratori. l'aziendalizzazione della scuola pubblica, l'incentivo alla corruzione e all'affarismo sulle grandi opere. Ma, ci si dice, sprecare energie, di partecipazione e di mobilitazione, in questa fase di difficoltà, non possiamo permettercelo.

Ragioniamoci ancora un momento.
Per quello che sto vedendo in giro, le energie di partecipazione e di mobilitazione che si stanno suscitando non sono una scintilla di un momento. Dire la propria parola, muoversi per suscitare consenso, era ciò che il mondo di sinistra chiedeva per tornare a credere in se stessi e per ricominciare a immaginare un futuro che non fosse di sconfitte, di tradimenti e di frustrazioni. Nessuno ci dice “se però non ce la facciamo non vi perdoniamo”. Tutti, piuttosto, ci dicono “avete aspettato troppo, adesso non ci deludete, andiamo avanti senza fermarci”.

Suvvia, pensateci bene! Le scommesse a perdere non sono mai una bella cosa e se si vince, come è assolutamente POSSIBILE, la vittoria è di tutti. Se poi non si votano i referendum nel 2016, il governo e la maggioranza che lo sostiene segneranno un punto a favore. Ma, l'ho già scritto, su chi ricadrà maggiormente il peso dell'aver perso un'occasione con il rinvio di un anno? Su chi ci ha provato con tutte le forze o su chi fin dall'inizio ha deciso di spostare in avanti di un anno l'appuntamento?

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