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Renzi e il "governo del fare" alla prova dei fatti. 1

Risultati immagini per renzi gruber la7“Non sono qui per restare attaccato alla poltrona ma per fare le cose. I miei predecessori hanno barattato la permanenza al potere col non fare le cose, io le faccio.” Così Renzi in TV rivendica, orgogliosamente, le forzature sul Parlamento per la sua legge elettorale.
Ma è proprio così o è pura propaganda smentita dai fatti? Andiamo a vedere i fatti per scoprirlo.

Perché il dubbio che si tratti di propaganda è legittimo. Di giorno in giorno cala la fiducia degli italiani nel premier Renzi. Secondo i sondaggi di EMG Acqua per La7 si sta attestando da qualche settimana sul 30% dopo aver toccato un valore all'incirca doppio...
Parallelamente (i due fenomeni sono evidentemente connessi) il PD perde consensi rispetto al (mitico) 41,8% delle Europee e ancor più rispetto alle vette (vicine al 50%) toccate immediatamente dopo. Lunedì 27 aprile il PD è al 34,5%. Ecco allora che, più gli elettori si distaccano più si intensifica l'offensiva mediatica di Renzi.

Dovrebbe servire a sbaragliare il campo dagli oppositori e a riconquistare il consenso degli italiani convincendoli che il suo attivismo è destinato a risolvere i problemi del paese. Gli argomenti usati hanno però un difetto: si riducono ad uno stesso messaggio, circolare e ripetitivo. In sostanza, chi cerca di capire grazie a quali effetti concreti tutto questo attivismo restituirà agli italiani un po' di fiducia nel futuro, ha una sola risposta. Grazie al mio attivismo, che dà il buon esempio: il mio ottimismo convincerà gli italiani che si deve essere ottimisti.
E' una costante del renzismo. “L'Italia, bella addormentata, ha bisogno di essere risvegliata” (e indovinate chi è il Principe Azzurro): lo scriveva nella prima lettera-annuncio della riforma del lavoro scritta a inizio gennaio del 2014, fresco di elezione a segretario del PD, prima ancora di diventare premier. “L'Italia, paese bellissimo, deve scrollarsi di dosso la polvere e rimettere in moto entusiasmo e passione e io sono qui per questo, non per tenermi incollato alla poltrona”: lo dice negli ultimi giorni in TV (Otto e Mezzo, La7, nella stessa occasione citata all'inizio). Non ha cambiato registro, lo stesso messaggio dagli esordi fino ad ora.
Risultati immagini per risultati votazione senatoMa gli elettori han sempre meno voglia di accontentarsi di questo messaggio, di questa iniezione di ottimismo. “Vedere cammello” è la richiesta corale. Perciò è necessario accompagnare l'immagine eroica del leader con la rivendicazione orgogliosa del gran lavoro fatto.
“Non vi spiego come cambieranno le cose ma vi dimostro quanto sto lavorando, quali straordinari risultati ho ottenuto a dispetto dell'assedio che subisco dai “signori parlamentari” che amano la palude. La mia è una crociata contro il dolce far niente, il “non disturbare” che consente loro di conservare ogni genere di privilegi, la resistenza sorda, dettata dalla paura per le riforme .” Questo il racconto. Ma suona un po' “già sentito”, Berlusconi ne ha fatto il suo leit motiv per un ventennio. Bisogna rinfrescarlo perché torni a convincere ed ecco quindi l'elenco delle cose fatte, quelle che più hanno colpito gli elettori avendo raggiunto, se non l'immaginario, almeno il fondo delle loro tasche (nel non trascurabile numero di una decina di milioni di persone). Gli 80 euro innanzi tutto.

Non basta, però. Le domande che pongono gli elettori esigono risposte argomentate. Basate su fatti anziché su locuzioni verbali evocatrici e immaginifiche ma prive di sostanza verificabile.
E allora andiamo ai dati di fatto. Così come sono esposti dagli organismi ufficialmente titolati.
Propongo quindi al lettore una panoramica dell'attività del governo utilizzando diversi parametri, così da costruire un quadro sistematico su cui formarsi un giudizio.
L'analisi procederà per stadi successivi. Per primo il piano quantitativo: l'entità del lavoro svolto dal governo nel suo ambito di competenza. Il confronto sarà fatto con i governi che lo hanno preceduto nella legislatura in corso (la XVII) per avere una base di riferimento omogenea quanto alla composizione del Parlamento, con una puntata nella precedente per completezza.
Seguirà l'analisi dei processi: le modalità con cui si è svolta l'attività del governo nei rapporti con il potere legislativo (il Parlamento) e con l'Amministrazione di cui l'esecutivo è il vertice decisionale.

Si concluderà con la valutazione qualitativa, degli effetti rilevabili e di quelli attesi. Delicata in quanto opinabile, ma per quanto possibile basata su studi condotti con rigore metodologico e su presupposti teorici trasparenti e verificabili.

1) I provvedimenti deliberati dal Consiglio dei Ministri
Il primo esame di carattere quantitativo riguarda i provvedimenti varati dal governo
I dati relativi alla legislatura in corso si possono trovare sul sito del Ministro per i Rapporti con il Parlamento, cui fa capo anche il Dipartimento per l'Attuazione del Programma di governo. Oltre alle notizie (e relative immagini) sull'attività del Ministro Maria Elena Boschi sono on line anche i provvedimenti deliberati durante la legislatura in corso. Sono riassunti nella tabella seguente (tab. 1) distinti in base alla loro natura, con l'iter seguito, nei vari stadi fino all'approvazione definitiva.

Tabella 1 – Provvedimenti varati dal Consiglio dei Ministri durante la XVII legislatura

QUADRO DI SINTESI – XVII LEGISLATURA (aggiornato al 12/3/15)

Deliberati dal Cons. dei Ministri
           di cui decaduti
Da presentare in Parlamento
Approvati definitivamente dal Parlamento
All’esame del Parlamento
                 di cui:
         approvati da 1 ramo
DECRETI LEGGE
57             2
1
53 (2)
3
2
DISEGNI DI LEGGE
53
9
17
27 (3)
7
D. D. L. DI RATIFICA 
89  (1)
6
36
47
18
D.D.L. DA STRALCI



19

Totale
199
16
106
96
27

 (1) Di cui uno approvato dal CdM nella XVI legislatura e uno approvato dal CdM nella XVI legislatura e nuovamente deliberato nella XVII legislatura
(2) comprende il DL n. 72 confluito nel DL n. 69, il DL n. 88 confluito nel DL n. 66, il DL n. 100 confluito nel DL 91, il DL n. 165 confluito nel DDL di Stabilità 2015, il DL n. 168 confluito nel DDL di stabilità 2015, nonché i DL n. 126 e n. 151 decaduti
(3) comprende DDL AS 1118 confluito nel DL n. 149, il DL n. 185 confluito nel DDL Stabilità 2015

Nei primi 43 giorni della legislatura era ancora in carica il governo Monti, che ha deliberato 10 provvedimenti, approvati in seguito dal Parlamento. Il quadro dell’attività svolta dai due governi successivi è riassunto qui di seguito nelle tabelle n. 2 (Letta) e n. 3 (Renzi).

Tabella 2 – Provvedimenti varati dal governo Letta durante la XVII legislatura (299 giorni)
QUADRO DI SINTESI –  XVII LEGISLATURA – GOV. LETTA (299 gg.)

Deliberati dal Cons. dei Ministri
           di cui decaduti
Da presentare in Parlamento
Approvati definitivamente
All’esame del Parlamento
                 di cui:
             approvati da 1 ramo
DECRETI LEGGE
25               2(4)

26 (5)


DISEGNI DI LEGGE
26
2
7 (6)
14
6
D. D. L. DI RATIFICA 
51
1
6 (7)
19
14
D.D.L. DA STRALCI



6

Totale
102
3
39 (8)
39
20

(4)     DL 126/13 (su enti locali e territorio) decaduto il 24/12/13 e ripresentato come DL 151/13, decaduto il 26/2/14
(5)     di cui: 1 confluito (DL n. 72, v. nota 2), 3 presentati dal gov. Monti; con 8  voti di fiducia di cui 1 su DL poi decaduto
(6)     di cui: 1 confluito nel DL n. 149 (v. nota 3), 2 presentati dal gov. Monti, 2 contenenti delega (leggi di delegazione Europea I e II semestre); con 3 voti di fiducia
(7)     di cui 5 presentati dal gov. Monti
(8)      di cui: 2 confluiti, 10 presentati dal gov. Monti; con 13 voti di fiducia di cui uno su DL poi decaduto

Tabella 3 – Provvedimenti varati dal governo Renzi durante la XVII legislatura (383 giorni)
QUADRO DI SINTESI –  XVII LEGISLATURA – GOV. RENZI (383 gg.) (9)

Deliberati dal Cons. dei Ministri
Da presentare in Parlamento
Approvati definitivamente dal Parlamento
All’esame del Parlamento
                 di cui:
             approvati da 1 ramo
DECRETI LEGGE
29
1
25 (10)
3
2
DISEGNI DI LEGGE
25
7
10 (11)
13
1
D. D. L. DI RATIFICA 
33
5
30 (12)
28
4
D.D.L. DA STRALCI



13

Totale
87
13
65
57
7
(9) aggiornato al 12/03/2015
(10)  di cui 5 confluiti: 2 in DL (n.88, I rata TASI, in  n.66; n.100, ILVA, in n.91) e 3 in DDL (n. 165, n. 168 e n.185 confluiti in Stabilità); con 26 voti di fiducia
(11) di cui 5 presentati dal governo Letta, 1 contenente delega (job act); con 5 voti di fiducia
(12) tutti (29) presentati dal governo Letta;

Si può osservare che la frequenza con cui il governo Letta ha deliberato decreti legge è superiore a quella del governo Renzi (8,4 ogni 100 giorni contro 7,6). Durante la permanenza in carica del primo, il Parlamento a sua volta ne ha approvati e convertiti in legge un numero appena più alto avendone ereditati 3 dal governo Monti mentre 2 venivano lasciati decadere. Durante il governo Renzi ne ha invece approvati qualcuno in meno di quelli deliberati (alla data di aggiornamento della tabella, 3 erano ancora all'esame del Parlamento. 1 non era ancora stato presentato). La frequenza con cui sono stati convertiti è dunque 8,7 ogni 100 giorni con Letta premier e 6,5 con Renzi.
Quanto ai disegni di legge (esclusi quelli di ratifica, di accordi, convenzioni e simili) il governo Letta ne ha deliberati e trasmessi al Parlamento mediamente 8,7 ogni 100 giorni contro i 4,7 del governo Renzi; intanto, il Parlamento ne approvava definitivamente 2,34 ogni 100 giorni mentre era in carica Letta e 2,61 mentre era in carica Renzi.
Quanto infine alle leggi di ratifica di accordi internazionali, il governo Letta ne ha presentate 16,7 ogni 100 giorni e il governo Renzi 7,3, ma il Parlamento ne ha approvati 2 ogni 100 giorni nel periodo del governo Letta e 7,5 nel periodo Renzi. Va rilevato tuttavia che i ddl di ratifica deliberati dal governo Renzi non hanno ancora concluso l'iter di approvazione, mentre ne restano da varare ancora 19 tra quelli presentati dal governo Letta.

Risultati immagini per ministro boschi annuncia fiduciaIl quadro di sintesi ci dice dunque che il governo Letta ha sottoposto al Parlamento un numero di leggi significativamente maggiore rispetto a quelle uscite dal Consiglio dei Ministri presieduto da Renzi: nel complesso, 2,39 a settimana contro 1,59 (ovvero 34,1 ogni 100 giorni contro 22,7). Ha fatto ricorso ai decreti legge più di quanto non abbia fatto il governo Renzi, e su questo il Ministro Boschi ha ritenuto di poter lodare il suo stesso governo. Ma hanno pesato di più in proporzione sul complesso delle leggi presentate al Parlamento rispetto al governo Letta (33,3% anziché 24,5%).
Infine il Parlamento è stato più produttivo, se così si può dire, durante il governo Letta per quanto riguarda decreti e disegni di legge ordinari mentre per le leggi di ratifica lo è stato di più durante il governo Renzi. Si è trattato tuttavia esclusivamente di ddl presentati dal governo Letta.

Ci si può chiedere infine come si sia comportato il Parlamento, oltre che per i provvedimenti di iniziativa governativa che abbiamo esaminato fin qui, per quelli di iniziativa parlamentare. E se meriti di essere definito una palude come ha fatto Renzi.
Hanno tagliato il traguardo della promulgazione definitiva 19 leggi proposte dal Parlamento durante il governo Letta (6,4 ogni 100 giorni) e 41 durante il governo Renzi (10,8 ogni 100 giorni). Verrebbe da dire che al diminuire del lavoro indotto dall'attività del governo, nel passaggio da Letta a Renzi, il Parlamento ha trovato il modo di incrementare il lavoro di discussione e approvazione di proposte di legge presentate dai parlamentari.
Se proviamo a fare un confronto con la legislatura precedente (tab. 4), osserviamo che tra le leggi promulgate solo 91 provenivano dall'iniziativa parlamentare, con una media (4,98 ogni 100 giorni) inferiore anche a quella tenuta durante il governo Letta. Eppure il passo tenuto dai governi in carica (Berlusconi e Monti) nel presentare decreti legge è stato più lento rispetto ai governi dell'attuale legislatura: 123 decreti, a una media di 6,7 ogni 100 giorni, di cui 106 convertiti (5,8 ogni 100 giorni).

Tabella 4 – XVI Legislatura - Leggi per anno di promulgazione, distinte per iniziativa

Iniziativa
n. leggi
Iniziativa
n. leggi
Iniziativa
n. leggi
2008
2009

2010
Parlamentare
1
Parlamentare
Parlamentare
Governativa
Governativa
Governativa




Regionale
1
2011
2012
2013
Parlamentare
Parlamentare
Parlamentare
0
Governativa
Governativa
Governativa
4


Popolare
1
Regionale
3

C'è però da considerare che durante la XVI legislatura il governo Berlusconi e (ancor più) quello Monti sono stati molto attivi nel sottoporre al Parlamento disegni di legge di iniziativa governativa: ne sono state promulgate 198, a una media di 10,85 ogni 100 giorni.

Tabella 5 – XVI Legislatura - Leggi per anno di promulgazione, distinte per natura

Natura
n. leggi
Natura

n. leggi
Natura

n. leggi
2008
2009

2010
Ordinaria
16
Ordinaria
65
Ordinaria
Di cui: ratifica di trattati internazionali
14
Di cui: ratifica di trattati internazionali
37
Di cui: ratifica di trattati internazionali
26
Bilancio dello Stato
4
Bilancio dello Stato
4
Bilancio dello Stato
4
Conversione di D-L
Conversione di D-L
18
Conversione di D-L
Totale 2008
Totale 2009
Totale 2010
72
2011
2012
2013
Ordinaria
53
Ordinaria/Costituz.le
69
Ordinaria/Costituz.le
13
Di cui: ratifica di trattati internazionali
28
Di cui: ratifica di trattati internazionali
31
Di cui: ratifica di trattati internazionali
5
Bilancio dello Stato
4
Bilancio dello Stato
4
Bilancio dello Stato
0
Conversione di D-L
Conversione di D-L
29
Conversione di D-L
2
Totale 2008
Totale 2008
Totale 2008


Per 141 di queste si tratta di ratifiche di trattati (7,7 la media ogni 100 giorni) ma i restanti 57 disegni di legge di iniziativa governativa arrivati all'approvazione definitiva rappresentano pur sempre il segno di un lavoro attorno alle proposte provenienti dall'esecutivo (3,12 promulgate ogni 100 giorni) maggiore di quello che si è registrato durante i governi Letta e Renzi.
Sostenere, come ha fatto Renzi, che i suoi predecessori hanno preferito fermarsi e cedere all'immobilismo perché condizionati dalla palude parlamentare è dunque, in conclusione, smentito dai fatti. Piuttosto, il suo "governo del fare" fa pochi fatti. Non combina granché e comunque fa meno di tutti i suoi predecessori (di centro-destra così come di centro-sinistra, tecnici ovvero politici, con maggioranze coese e bulgare piuttosto che di coalizione ampia e eterogenea) che non solo hanno prodotto di più come atti provenienti dall'esecutivo (decreti e disegni di legge) ma hanno anche fatto lavorare di più il Parlamento. Che a sua volta è stato più produttivo, quanto a leggi di iniziativa delle assemblee legislative portate a concludere l'iter di approvazione, quando l'esecutivo era retto dai predecessori rispetto a ciò che sta facendo ora, al tempo di Renzi premier. Che, dunque, oltre a fare meno il suo lavoro, fa lavorare meno il Parlamento o lo intralcia nel suo lavoro.

Questo per ciò che riguarda il quanto. Nella prossima puntata proseguiremo esaminando il come. Le procedure adottate, nei rapporti con il Parlamento nelle fasi di esame e approvazione e in quelli con l'Amministrazione nelle successive fasi attuative.

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Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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