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I numeri del Ministro del Lavoro

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I quotidiani sono stati invasi da una gran bella notizia (che ha fatto però da spalla alla tragedia dell'aereo schiantatosi sulle montagne francesi): boom di assunzioni a tempo indeterminato nei primi due mesi del 2015, + 38,45% sui corrispondenti mesi del 2014. In valori assoluti 79.000 nuovi contratti. Al netto delle assunzioni plurime per contratti brevi, circa 60.000 lavoratori interessati. “L'Italia riparte”, gioisce il premier. I gufi sono serviti.

Che si prenda un singolo dato, incoraggiante, per imbastirci una campagna mediatica sulla linea dell'ottimismo non sorprende. Ma è evidente che nessun analista serio (ma nemmeno un astrologo) si sognerebbe di trarre una previsione da quel dato e che nessun investitore lo prenderebbe per un indicatore di tendenza affidabile. Era scontato che 8.000€ annui di beneficio generalizzato, per tutte le assunzioni a tempo indeterminato, avrebbero prodotto più assunzioni. Non solo, ma se i primi due mesi hanno dato questo risultato, senza Jobs Act, ci si devono aspettare ancora più assunzioni da marzo con il nuovo regime. Sarebbe davvero singolare che ciò non avvenisse, anche se non sempre le cose vanno come ci si aspetterebbe: chi l'avrebbe detto, per esempio, che dopo l'ulteriore liberalizzazione (e precarizzazione) per decreto dei contratti a tempo, che Poletti giustificava con la necessità di rilanciare le assunzioni, quei contratti sarebbero diminuiti anziché aumentare? Tra aprile e dicembre 2014 le cessazioni di contratti a termine hanno superato le assunzioni di 207.000 unità, mentre per il crollo dei contratti a tempo indeterminato, il saldo negativo totale toccava le 592.000 unità.

Risultati immagini per previsioni occupazioneStavolta però dobbiamo sperare che le previsioni ottimistiche si rivelino fondate e che il “bonus 80€ x100” si confermi attraente. Ma se l'economia non riparte, se non decollano i consumi e le imprese non tornano a investire?
Se questo dovesse succedere (e purtroppo non c'è ancora nessun segno che faccia pensare a un futuro immediato di segno diverso) è abbastanza prevedibile quale sarà la conseguenza sull'occupazione. Diminuirà ulteriormente. E si scaricherà un peso ancora maggiore sui giovani, in termini di precarietà.
E' possibile che anche in questi ultimi due mesi sia andata così. Lo sapremo quando (verso giugno) il Ministero del Lavoro renderà noti i dati delle cessazioni su cui il Ministro Poletti, che già li conosce, ha preferito tacere. Del resto, sono tre anni che il saldo annuale è negativo. E il dato delle indagini mensili ISTAT ce lo conferma: 320.000 occupati in meno nel 2014 rispetto al 2011.
Sapremo solo col tempo, dunque, se il prevedibile aumento dei contratti a tempo indeterminato senza articolo 18, grazie al bonus, sarà tale da compensare la riduzione di quelli a tempo determinato. Perché se così non sarà avremo una crescita della precarietà (unico dato certo che ci aspetta nel futuro) che non sarà neppure alleviata da un aumento della occupazione totale.

Tranquilli però. Chi perde il lavoro sarà tutelato “nel mercato del lavoro anziché nel lavoro”: questo aveva promesso il premier. Ma ci hanno pensato il Ministro del Lavoro e il responsabile economico del PD a dichiarare insostenibile la proposta di un Reddito Minimo Garantito. Con il risultato che su 3,2 milioni di persone in cerca di lavoro, censite dall'ISTAT, 2,3 milioni non ricevono alcun genere di sussidio. Sono, oltre agli anziani che hanno esaurito il periodo coperto dagli attuali ammortizzatori sociali, i giovani che cercano un lavoro per la prima volta e quelli che, lavorando in modo discontinuo, hanno avuto l'ennesima amara sorpresa. Sì, perché hanno scoperto in questi mesi che la Naspi che ha sostituito la vecchia “Disoccupazione a requisiti ridotti” garantisce un periodo di copertura all'incirca dimezzato rispetto al regime precedente.

No, non è un paese per giovani. Perché la politica continua ad accanirsi su di loro.

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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