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Tra falchi e gufi.

Il vice-presidente della Commissione UE Jyrki Katainen ha espresso apprezzamento per il Jobs Act sostenendo che darà impulso a nuove assunzioni, in particolare di giovani.
E' una buona notizia.
Perché con questa dichiarazione un fautore del rigore e dell'austerità nelle politiche di bilancio, che in passato ha più volte ammonito l'Italia e minacciato interventi sanzionatori, ha inteso mandare un messaggio al governo italiano.
Quello che lascia intendere è che si guarderà con occhio benevolo ai conti italiani, quando nel prossimo marzo saranno esaminati per un giudizio definitivo, dopo il primo via libera “condizionato” dello scorso dicembre sulla legge di stabilità.
Ci voleva un falco per mettere a tacere i nostri gufi.

Il vice-presidente della Commissione UE Jyrki Katainen ha espresso apprezzamento per il Jobs Act.
Non è una buona notizia.
Perché dà ad intendere che davvero darà impulso a nuove assunzioni, in particolare di giovani, quando neanche il governo italiano ha ritenuto di poterlo sostenere nei documenti inviati alla Commissione.
Perché questa dichiarazione rappresenta una intromissione nella politica nazionale, che in genere viene accuratamente evitata dai commissari europei per un doveroso rispetto delle prerogative (peraltro inasprisce la dialettica politica interna) ma anche perché, in una logica di sussidiarietà, si deve dare importanza ai fattori di contesto locale.
Prendiamo ad esempio il paese da cui proviene, di cui è stato primo ministro per tre anni fino all'estate scorsa.
E' nella parte bassa della graduatoria OCSE dell'indice di protezione dei licenziamenti. L'Italia era nella fascia media e con il Jobs Act scenderà nella parte bassa, mentre Francia e Germania sono nella parte alta. Significa qualcosa, in astratto?
Andiamo oltre. Se si va a guardare più da vicino, in Finlandia il reintegro non è obbligatorio per legge in nessun caso (solo il risarcimento è obbligatorio). Ma non è affatto escluso: è demandata al giudice la facoltà di stabilirlo, in base a un principio di proporzionalità. Inoltre, l'impresa che licenzia è tenuta a fornire al lavoratore estromesso la formazione necessaria alla ricollocazione. Ed è tenuta a dare la precedenza al lavoratore estromesso in caso di nuova assunzione. Sono idee che possano interessare le nostre associazioni imprenditoriali?

Peccato che ci sia voluto un falco, della destra europea, per dare una mano ad attaccare i nostri gufi.

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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