Passa ai contenuti principali

Le primarie in Liguria non si possono archiviare così

Nelle conclusioni delle primarie liguri c'è davvero più di un motivo per restare sconcertati. Troppi aspetti avrebbero bisogno di una spiegazione, ammesso che ce ne sia una. Ma non arriva. Per quanto possa dispiacermi la sua scelta, comprendo la reazione di Cofferati a cui manifesto, se vale qualcosa, la personale solidarietà, mentre rilevo un preoccupante scadimento della qualità della vita interna del partito.
   
Mettiamo in fila le cose:
  • i sostenitori di Cofferati presentano (da notizie di stampa) 28 esposti su irregolarità delle operazioni nei seggi da parte di sostenitori della Paita;
  • dopo cinque giorni il comitato dei garanti si pronuncia con un verdetto, di cui si pubblica solo il dispositivo (per le motivazioni si devono aspettare altri tre giorni), che annulla il voto in 13 seggi, per poco meno di 4000 voti, e convalida il risultato delle primarie sulla base del conteggio dei voti nei seggi rimanenti;
  • il comitato non adotta alcuna sanzione a carico di coloro che hanno determinato l'annullamento; non rileva pertanto, si deve supporre, alcuna violazione del codice etico e del regolamento oppure rinvia questa parte ad altro momento o altra sede;
  • nel frattempo la procura indaga attorno alle operazioni di voto in altri due seggi, con l'interessamento, a quanto risulterebbe, della DIA distrettuale.

Provo a tirare le somme per evidenziare le criticità più rilevanti.
1) Annullare poco meno del 10% dei voti espressi difficilmente può essere motivato da irregolarità puramente formali non sanabili. Ogni altro genere di irregolarità chiama in causa responsabilità personali: per violazioni dello statuto (del partito, per gli iscritti), o del regolamento, o del codice etico (delle primarie ovvero del partito per gli iscritti) sempre che non abbiano anche rilievo penale.
2) Finché questi risvolti non sono portati alla luce e definiti in ogni aspetto nessuno può dichiarare chiusa la partita. Tanto meno il segretario del PD, o la candidata che si ritiene vincitrice, che, più di ogni altro, dovrebbero avere interesse alla chiarezza totale, fino a fugare ogni ragionevole dubbio.
3) Anche nell'ipotesi, assolutamente poco plausibile, che l'annullamento derivi da motivi solo formali, rimangono due questioni aperte: il fatto che alcune migliaia di votanti sia stato privato del diritto di partecipare alle primarie, per responsabilità di altri, non può essere derubricato come irrilevante, o marginale (a Napoli, nel 2011, le primarie furono annullate per irregolarità in 3 seggi riguardanti un migliaio di voti su 44,000); il rigetto dei ricorsi presentati (di ciò si tratterebbe in questo caso visto che non riguardavano aspetti formali ma violazioni di ben altra portata) dovrebbe essere motivato dando conto in modo esauriente delle indagini svolte.

In conclusione, le condizioni per chiudere la vicenda non sono ancora date. Né potranno esserlo con la sola pubblicazione del verdetto completo di motivazioni.
Chiudere ugualmente, passando sopra ai fatti non chiariti, sarebbe grave.
Andrebbe contro regole fondamentali della vita interna del partito, prescindendo dagli aspetti che chiamano in causa la coalizione.
Sarebbe il modo peggiore per affrontare la sfida delle elezioni, dopo che in Emilia abbiamo registrato la “protesta con i piedi” di un quarto dell'elettorato (prevalentemente nostro “popolo”) che ha preferito stare a casa.
Sarebbe il modo peggiore per avviare l'iter dell'elezione del Capo dello Stato. Un'elezione che nel nostro ordinamento spetta ai partiti rappresentati in Parlamento. Partiti che, secondo tutti i sondaggi di opinione, sono in coda alle graduatorie di consenso rispetto ad ogni altra istituzione, godendo della fiducia di circa un elettore su trenta.
Toglierebbe ogni credibilità agli appelli che da parte di alcuni esponenti del partito vengono rivolti a Sergio Cofferati perché ritorni sui suoi passi e non lasci il PD. Toglierebbe altresì credibilità agli appelli all'unità del partito ligure nella tornata elettorale a cui è chiamato.

Commenti

  1. Perfettamente d'accordo.
    Piero Filotico
    https://unfilorosso.wordpress.com/2015/01/18/le-sempre-piu-opache-primarie-del-pd/

    RispondiElimina
  2. ANCH'IO SONO D'ACCORDO
    Aggiungo commento politicamente corretto perchè sincero : " MA QUESTA PAITTA E' ANCHE UN SACCO BRUTTA !!!!"

    RispondiElimina
  3. E' stato scritto "ma non doveva andarsene così " , criticando un gesto che , se rimandato avrebbe consentito, nell'intendimento dei critici, l'avvio di un dibattito piu' generale e non sul caso singolo. Io penso invece che così il gesto è stato eclatante ed immediato , avendo così un effetto notevole dal punto di vista mediatico; sta adesso ad altri partire da qui per una discussione non fine a se stessa ma che tragga le conclusioni di tutta una serie di azioni governative "contro la sinistra".

    RispondiElimina
  4. Concordo. Apprezzo che le vostre coscienze si destino, perché negli ultimi anni hanno dormito. http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/primarie-pd-modena-e-reggio-stranieri-pagati-per-votare-il-candidato-ad-hoc-1809078/

    RispondiElimina
  5. dal momento che c'è la Procura tocca aspettare gli esiti per avere il quadro penale...ma intanto quello civile può essere da subito definito...a Napoli sono state prontamente annullate, la stessa cosa si dovrebbe fare per queste e subito...il segretario (chiamiamolo così, visto che preferisce fare il premier perchè di fare il segretario non è proprio capace) certamente non ne ha nè la voglia tantomeno il potere, ma un Partito ha gli organi giusti ed opportuni per decidere rapidamente e senza rimandare al giudizio della Procura...perchè un partito serve a questo e non dipende dalla Magistratura ma dal suo Statuto e del Codice Etico e dai suoi organismi preposti a farli rispettare...annullate le primarie o siete in grado di farne altre oppure chi si sente in linea con la vicenda Cofferati deve (scrivo deve anche se sarebbe dovrebbe...) deve presentare una lista propria e se il Pd si ostinerà a presentare Paita & Co avrà ancora maggior senso presentare la lista...se il Pd ferma la candidatura di Paita & Co e annulla le primarie, potrebbe per una volta seguire il buon senso della minoranza e non fare altre cazzate solo per il fatto di avere i numeri...auguri...!

    RispondiElimina

Posta un commento

AVVISO: Questo blog personale è aggiornato senza periodicità, non è una testata giornalistica né un prodotto editoriale (legge n. 62/01).
Eventuali immagini provenienti da fonti non correttamente citate o che violano involontariamente diritti d’autore saranno rimosse se fatto presente a gianprincipe@hotmail.it.
L'autore non risponde dei commenti dei lettori, che saranno rimossi se ritenuti lesivi per terzi, né per i siti collegati da link.
Si possono condividere i contenuti riportando la fonte.

Post popolari in questo blog

Cinquestelle e sinistra. Una conclusione

Se la sinistra si unisse all’attuale opposizione al governo Conte in una campagna per farlo cadere in nome dell’antifascismo darebbe un colpo letale ad ogni residua, flebile speranza di recuperare un ruolo significativo sulla scena politica italiana per il prossimo futuro. Deve invece prioritariamente ricostruire un suo profilo riconoscibile su un progetto convincente, chiaro nei presupposti di valore.
Questa affermazione, con cui ho chiuso il post precedente, non solo non è una dimostrazione del settarismo identitario che impedisce alla sinistra di ritrovarsi ma è la condizione per riuscire in questo arduo compito. Lo è in base a banali considerazioni dettate da un’analisi appena obiettiva della situazione politica attuale. Mi sono impegnato a motivarlo e provo a farlo di seguito.

Riassunto delle puntate precedenti. - Il governo ora in carica era ufficialmente abortito per la pretesa di Salvini di rappresentare la coalizione di centrodestra anziché solo la Lega e per il rifiuto dei Ci…

Uscire dal guazzabuglio, fare chiarezza

Avevo appena pubblicato un post pieno di dubbi e di sospetti sulle ombre che avvolgono le vicende politiche di questi giorni, quando il “governo del cambiamento”, che sembrava destinato a rientrare tra le stramberie della storia, è tornato in auge, redivivo. Il voto del popolo sovrano è tornato a contare, ma un’informazione chiara e veritiera sull’accaduto continua ad essere negata. Mentre il consenso informato, come insegnano i classici, è uno dei pilastri della democrazia. Nel post sostenevo che, nel velo di oscurità, un primo elemento di verità sulle forze in campo e i rispettivi obiettivi ce lo avrebbe fornito Salvini una volta che il nuovo governo si fosse presentato alle Camere. Perché sarebbe stato costretto a pronunciarsi sulla data delle elezioni (da cui derivava anche la possibilità teorica di cambiare legge elettorale) e sulla coalizione in cui si sarebbe schierato.

Dietro i colpi di scena, la politica resta nell'ombra
Il premier di quel momento, Cottarelli, non si è pre…

Combattere la destra a fianco della destra?

L’unico modo sensato, per la sinistra, di rapportarsi al governo Conte è confrontarsi con i Cinquestelle in modo chiaro e forte, criticandoli per le contraddizioni, le ambiguità, le concessioni alla destra ma sfidandoli in modo propositivo sulle cose da fare. Perché il pericolo principale che incombe è che si realizzi la prospettiva su cui sta lavorando la destra, in pieno accordo con il PD: far fuori i Cinquestelle per dar vita a un “governo di salute pubblica” di cui la Lega sarà chiamata a far parte con o senza Salvini. E, ancora una volta, senza passare per le elezioni. Questo è il disegno che la sinistra deve sconfiggere: un compito arduo, che diventa impossibile se al momento della rottura viene meno la forza organizzata e la presa elettorale dei Cinquestelle.
Chi lavora per un governo "di salute pubblica"? È questa la conclusione cui sono giunto negli ultimi post, partendo dalla considerazione che Salvini è, sì, la destra estrema ma è in missione per lo schieramento di …