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Due domande (tenebrose) agli elettori del PD

Su “La Stampa” questa mattina leggo, in un fondo di Federico Geremicca: 
Una inebriante miscela fatta di eccesso di sicurezza, superficialità e senso di onnipotenza, ha prodotto errori, scivoloni e forzature delle quali non si sentiva affatto la mancanza: soprattutto in un momento delicato come questo … Quel che più colpisce nelle ultime gravi disavventure di Renzi (citiamo per tutte il caso del volo di Stato per Courmayeur e la cosiddetta norma fiscale «salva-Berlusconi») è che sembrano segnalare l’improvviso smarrimento della caratteristica che in quest’ultimo anno ha fatto del segretario-premier un leader popolarissimo e a suo modo diverso: la sintonia con il «comune sentire» della maggioranza dei cittadini italiani”

E su “la Repubblica” un fondo di Claudio Tito intitolato “Gli errori del premier” si conclude così: 
I sospetti e i dubbi, quando non vengono sciolti, diventano una debolezza. Soprattutto ai tempi della politica 2.0“

Nessuno dei due giornalisti citati potrebbe mai essere annoverato nella categoria dei gufi. E pertanto non si sono azzardati a spingere lo sguardo nelle tenebre che regnano appena un po' più in là di quelle considerazioni. Vorrei però invitare alcune categorie di elettori del PD a provare a farlo, rispondendo a due domandine, facili facili da formularsi, ma molto scomode in quanto richiedono di scrutare il futuro con uno sguardo “notturno”, capace di guardare il buio senza averne paura..


La prima domanda la rivolgerei a quei tanti che hanno deciso di “cambiare verso” tra le primarie del 2012 e quelle del 2013 “perché Renzi ci fa vincere” e si sono quindi esaltati al fatidico 40,8% (quando Renzi stesso invitava alla cautela): che cosa pensano di fare nell'ipotesi (oggi avvolta nel buio dell'irrealtà, ma...) che non dovesse più farci vincere, una volta “smarrita la sintonia con il comune sentire della maggioranza”, per dirla con Geremicca? Poniamo che (continuando nelle ipotesi tenebrose) getti la spugna, cerchiamo un altro Monti tra le “riserve della Repubblica” e vediamo se stavolta il suicidio riesce meglio? Poniamo invece che chiami a raccolta per resistere sulle barricate, contro il comune sentire della maggioranza, ci votiamo all'avventura “o Roma o morte” o ne studiamo un'altra e cerchiamo un'alternativa, attraverso nuove primarie?


L'altra la rivolgerei a quelli (non altrettanto numerosi ma significativi) che da sinistra, molto da sinistra, hanno abbracciato la causa di Renzi perché finalmente rottamava i traditori, infiltrati dalle centrali del potere economico-finanziario mondiale, ossia perché faceva fuori quei moderati che dopo aver liquidato il PCI avevano abbracciato i dogmi del liberismo (il tono è volutamente caricaturale e mi scuso se offendo qualche sensibilità ma è per rendere chiara l'idea): quanti altri “sospetti e dubbi”, per dirla con Tito, dovremo farci venire prima di prendere atto che il nostro segretario ha stretto un'intesa politica, fondata su basi culturali e ideologiche molto solide, con gli alleati di governo delle “larghe” (ehm, ehm) intese? Quanto dovremo attendere per costruire una risposta di sinistra (non radicale, né moderata, semplicemente di sinistra) alla politica del territorio e delle infrastrutture di Lupi, a quella dei diritti civili, dell'accoglienza, della coesione sociale di Alfano, a quella del lavoro di Sacconi (per non dire di quella istituzionale e di quella fiscale di Berlusconi e Verdini)? In quali sedi potremo farlo, se non ci è concesso di farlo nelle sedi ufficiali, canoniche? (se volete vederci un riferimento al convento del Nazareno, fate pure).



E' un timore atavico, ancestrale, quello che ci fa temere, al calar del sole, che non venga mai più giorno. E' un timore che gli animali notturni non conoscono. La notte succede al giorno come alla notte succede il giorno

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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