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LA PROPOSTA ALTERNATIVA SUL LAVORO. FAQ, SPIEGAZIONI E ISTRUZIONI PER L'USO (1)

Una proposta alternativa per la riforma del lavoro esiste. E' qui.
Pronta per l'uso. Senza ambiguità sull'articolo 18. Senza bisogno di passare per una delega al governo. E senza subire il ricatto di un decreto legge (del governo, di nuovo). Nel rispetto delle prerogative del Parlamento.
Per inciso (e come premessa). Se si adombra l'idea di un decreto significa che si pensa che vi siano motivi di urgenza. Ma significa anche che sono già state predisposte le norme attuative. Allora, la strada più veloce e più democratica (insieme) è quella di stralciare le norme più urgenti e portarle alla discussione di merito. Senza aspettare, come avviene con la delega. Senza forzare, come avviene con il decreto. Questa è dunque la parte procedurale, preliminare, della proposta alternativa.
STRALCIARE E TRASFERIRE IN UN DISEGNO DI LEGGE DI MERITO.

La proposta alternativa si riferisce a due degli articoli della legge delega ed è in dieci punti, divisi in quattro pacchetti.
Vale la pena di andare un po' più nel dettaglio sui due pacchetti che riguardano l'articolo della legge delega (il n. 4) che il governo ha modificato all'ultimo momento, con un emendamento che ha suscitato grande clamore, anche per l'interpretazione che ne hanno dato esponenti autorevoli della maggioranza e del PD in particolare.
Sono i pacchetti “Contro la precarietà per un lavoro di qualità” e per “Mettere ordine tra lavoro subordinato e autonomo”.
Il primo contiene tra l'altro l'introduzione di un “contratto, sostitutivo e non aggiuntivo, a tempo indeterminato, con tutele universali, crescenti, senza attenuazione di quelle a difesa da atti discriminatori di ogni specie”. Il secondo l'abrogazione dei contratti atipici di collaborazione "parasubordinata".

FAQ
In che differisce, la proposta alternativa, da quella del governo che prevede per le nuove assunzioni un “contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio”?
R
La proposta alternativa specifica che si tratta di un contratto sostitutivo delle tipologie di accesso, prive di tutela, ora esistenti e chiarisce il significato prevedendo contestualmente:
(Proposta n. 7) l'abrogazione del contratto a tempo determinato
(Proposta n. 8) l'abrogazione delle forme di collaborazione parasubordinata e le relative normative speciali riconducendole alle forme tipiche (autonomo o subordinato)

FAQ
Quali sarebbero, secondo la proposta alternativa, le modalità di accesso al lavoro?
R
1) Il tempo indeterminato nella modalità in vigore. Il periodo di prova (che non prevede una tutela dal licenziamento) resta breve (max sei mesi, fissato dai contratti), senza formazione. Per le mansioni più elementari resta dunque immutato.
2) Il tempo indeterminato con la possibilità (introdotta dalla proposta alternativa) di prolungare il periodo di prova fino a tre anni (in base ai contratti) per mansioni più complesse, quando l'inserimento nel contesto lavorativo è meno agevole. Si richiede però un investimento formativo. Per questo, dal settimo mese in poi l'azienda versa un contributo, come avviene per i contratti di somministrazione, del 4% del salario (anziché il normale 0,3%), per formazione e forme di assistenza stabilite anche queste dai contratti.
3) Il contratto di apprendistato, vigente, per acquisire qualifiche professionali attraverso percorsi formativi pianificati, della durata massima di 6 anni, inquadrati negli indirizzi fissati dalle regioni.
4) Il contratto a tempo determinato, ricondotto ai soli due casi “classici” della sostituzione (di assenze prolungate) e della stagionalità (nei casi fissati dal decreto ministeriale, o dai contratti).
5) Per ogni altra specie di esigenza eccezionale, o imprevedibile, o temporanea, resta il contratto di somministrazione. A tempo, attraverso agenzie che assumono a loro volta a tempo determinato o indeterminato. La flessibilità qui è compensata dal maggiore costo: per formazione e assistenza; per i salari (che tengono conto anche dei superminimi e dei premi aziendali); per l'intermediazione. Perché (questo il principio da riaffermare con forza) la flessibilità contrattuale, dove davvero serve, deve costare di più. Altrimenti non è flessibilità ma precarietà.

FAQ
In che differisce, la proposta alternativa, dalle altre proposte di contratto a tutele crescenti?
R
Di proposte ce ne sono diverse.
La differenza da quella di Boeri e Garibaldi (illustrata in Un nuovo contratto per tutti, del 2008), ripresa poi dalla Proposta di legge (n. 2000/2010) di Nerozzi e altri sta:
  1. nell'abrogare ogni altra forma di contratto atipico; in quella proposta invece rimanevano “a condizione di rispettare gli standard minimi, sia in termini di salario minimo, sia in termini di contributi previdenziali obbligatori” nella convinzione che “lavoratore e datore di lavoro sceglieranno il contratto unico semplicemente perché è conveniente”;
  2. nel prevedere un contenuto formativo, almeno dopo i primi sei mesi (in questo in analogia con quanto previsto nel progetto di legge del 2009, n. 2630, dell'attuale Ministro M. Madia)
La differenza da quelle presentate, in varie riprese, dal sen. Ichino sta:
  1. nel non toccare, dal momento della stabilizzazione (ossia al massimo dopo 3 anni), l'art. 18 che invece in quelle proposte è sostituito da un risarcimento economico (una mensilità per anno di anzianità di servizio);
  2. nell'abrogare tutte le co. co. “parasubordinate” mentre il sen. Ichino prevede (ddl n.555/13) di convertirli in un ulteriore tipo speciale di contratto a tempo, “di inserimento”.


Nella prossima puntata si prosegue con equo compenso (salario minimo per i non contrattualizzati), reddito garantito a tutti i maggiorenni in cerca di lavoro.

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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