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Il PD dopo Renzi. In movimento, verso dove?

Sono passati quasi tre mesi dal risultato delle convenzioni riservate agli iscritti del PD. Quel momento ha segnato un passaggio di fase che lì per lì è stato alquanto sottovalutato, anche se ora la sua importanza comincia ad apparire con chiarezza.
Renzi allora aveva dimostrato di avere un consenso maggioritario anche all'interno dell'apparato di partito, oltre che diffuso su tutto il territorio. Il personale politico che aveva guidato il PD con Bersani, affollando gli scranni parlamentari e monopolizzando gli incarichi di partito, era arrivato al capolinea senza una proposta politica, dimostrandosi gruppo di potere senza più capacità di comando. Scoprendosi incapace di esercitare una direzione politica, si è inevitabilmente diviso al suo interno, alla ricerca di nuovi approdi e nuove legittimazioni.
Da quel momento era chiaro che la nuova partita politica dentro il PD avrebbe avuto due interlocutori principali: Matteo Renzi, ll nuovo leader indiscusso, che dopo due settimane sarebbe stato votato da due milioni di persone (undici volte più di quelli della prima fase) e Pippo Civati, che con coerenza e determinazione aveva espresso a tutto tondo una visione politica e strategica alternativa, raccogliendo nelle primarie quattordici volte i voti della prima fase.
Finalmente, una sinistra non post-comunista, profondamente radicata nel processo di ridefinizione ideologica e strategica che sta vivendo la sinistra mondiale. Un'altra sinistra, i cui fermenti si coglievano non solo nel PD ma in altre formazioni di sinistra e soprattutto in quella vasta area di movimenti attivi sui temi tipici della sinistra odierna: i diritti, la qualità del lavoro, i beni comuni, la sostenibilità dello sviluppo. I temi con cui si declina oggi quello fondamentale per la sinistra, la lotta per l'uguaglianza, le pari opportunità, lo sviluppo della persona umana.
In un paese che stava smarrendo il senso della politica, annegando in un unicum indistinto le diversità strategiche e valoriali tra destra e sinistra, rassegnandosi a una sinistra anomala, eccentrica nel panorama mondiale col definirsi centrista e moderata, la novità non era di poco conto. Una ventata di aria nuova, libera. Un'apertura al mondo che permetteva di scrollarsi di dosso un provincialismo sempre più insopportabile (e nocivo per la tenuta del paese nel contesto mondiale).
Di questo “spirito dei tempi”, di questa ventata di libertà Renzi ha saputo farsi interprete, collocandosi però in continuità con la storia anomala della nostra sinistra, che si definisce moderata (un aggettivo che appartiene al classico bagaglio della destra ma privo del tutto di significato per la sinistra politica, in qualunque accezione la si voglia intendere).
Su questa contraddizione, sul modo di venirne a capo, si misurerà il futuro politico di Renzi e con lui del PD come lo conosciamo. E' però finita un'era. Perché da qui in avanti non si potrà più dire che la sinistra democratica, radicata nel mondo, non ha alternative fuori del PD e che dentro il PD non c'è una sinistra alternativa. Le alternative ci sono, dentro e fuori. Se prevarranno, nella sinistra e, prima ancora, nel PD non è dato saperlo. Che nel PD questa battaglia abbia ora un riferimento chiaro e solido in Pippo Civati è però già ora una certezza.
Le primarie per i segretari regionali del 16 febbraio, guardando con occhio attento i risultati, cominciano a fornire le prime conferme. Tra tutte, si segnala il risultato della Lombardia, nella sua chiarezza. L'opposizione di Civati è oltre il 40%, che è più del peso che aveva l'opposizione di Renzi a Bersani solo un anno fa. In quella regione, ma conferma una tendenza che non si arresta né si attenua. Mentre in giro per l'Italia si muovono, tra i renziani, quelli “della prima ora” che non intendono ammainare la bandiera del rinnovamento. E i Giovani Democratici, delusi dalle scelte opportuniste dell'area che si era raccolta intorno a Cuperlo. Significa qualcosa. Anzi, molto.    

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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