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No, il Porcellinum no!!!


A leggere i giornali stamattina, il PD sembra colto da un sussulto. Autorevolissimi dirigenti dichiarano indigeribile il Porcellinum che dovrebbe sostituire il Porcellum.

Ci ritroveremmo con un proporzionale puro (o quasi) a liste bloccate. 
Mentre presentiamo una legge di attuazione del dettato costituzionale per quello che riguarda lo statuto dei partiti, andremmo a confezionare una legge ad uso e consumo dei partiti piramidali a struttura proprietaria.
Mentre chiediamo a gran voce che finalmente l'elettorato possa scegliere nella chiarezza la proposta politica che meglio lo rappresenta, gli offriremmo un sistema elettorale che ha come esito obbligato la grande coalizione, la confusione e lo stallo.
Parliamo di “messa in sicurezza” per poter votare in caso di caduta del governo Letta senza doverci ritrovare nella stessa situazione (che definiamo “di emergenza”) in cui ci siamo trovati dopo il voto con il Porcellum però saremmo capaci di inventare un meccanismo che renderebbe questa situazione immodificabile.
La differenza starebbe tutta in un solo dettaglio: la guida del Paese tornerebbe a Berlusconi. Ovviamente, in coalizione, visto che due terzi dell'elettorato non ne vogliono più sapere di lui.

A rischio il governo Letta se si va oltre il “lifting” descritto da Brunetta, obietta qualcuno. Stiamo scherzando? Quel Porcellinum, sì, segnerebbe la fine del governo Letta. Istigazione a staccare la spina.
In questo Parlamento un'ampia maggioranza (almeno sulla carta, questo bisogna ammetterlo dopo la notte dei 101) è favorevole al ritorno al Mattarellum (intanto una proposta l'ha presentata Anna Finocchiaro), anche con le correzioni suggerite dall'esperienza (come l'abolizione dello scorporo). E' perfino probabile che siano già mature le condizioni per passare direttamente al maggioritario a doppio turno di collegio che, fino a nuovo deliberato, è anche la posizione ufficiale del PD.
Dunque un'altra strada è possibile. E mi sentirei di aggiungere qualcosa in più. In questa ipotesi credo di poter dire, con una certa sicurezza, che Berlusconi sarebbe assalito dal forte timore che in caso di caduta del governo Letta possa consolidarsi sul piano politico generale la stessa maggioranza sperimentata attorno alla legge elettorale. E che questo solo timore lo porterebbe a evitare qualunque tentazione di far cadere il governo Letta.
Ma poi, mi ripeto rispetto al post precedente, se anche dovesse cadere il governo Letta - a maggior ragione se il motivo fosse il formarsi di una maggioranza PD–M5S su un provvedimento come la legge elettorale - perché mai si dovrebbero sciogliere le Camere e andare a votare? Non si verificherebbero piuttosto le condizioni, che a marzo non si erano create, per sottoporre a Napolitano l'ipotesi di una diversa maggioranza?
I grillini non ci starebbero? Ma non sarebbe un'occasione ghiotta anche per loro quella di rendere Berlusconi, che lo si consideri o meno eleggibile, ininfluente, cioè emarginabile? Davvero non hanno fatto i conti con l'orrido film del confronto col PD in streaming? O davvero sono lì solo per alimentare la popolarità (e qualcos'altro) del duo Grillo - Casaleggio?
E i 101? So che il problema potrebbe essere quello. Ma, direbbero i legulei, “ne bis in idem”. Non ci azzecca? Ci azzecca, ci azzecca ...

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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