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Assemblea nazionale PD. Spigolature. 1. L'intervento di Gianni Cuperlo


Ho riascoltato una seconda volta l'intervento di Gianni Cuperlo (per chi volesse, questo è il link). Ha già annunciato la sua candidatura a segretario del PD, è quindi il caso di cominciare a conoscerlo, per farsi un'idea delle sue qualità, stando attenti a evitare faziosità e pregiudizi. Per questo il replay.


Niente da fare, la prima impressione si è confermata in pieno. Ha parlato per nove minuti di quello che dovevamo e dobbiamo fare. Ma non ha detto nulla su come pensa che si debba farlo (ciò che mi sembra più importante).
“Dobbiamo fare una riflessione utile nel congresso”. “Dobbiamo riconciliare il PD con la società”. “Dobbiamo capire la crisi (la più grave del secolo)”. “Dobbiamo avere le parole per rispondere alle domande degli esclusi”. “Dobbiamo dire che la democrazia è viva quando possono competere progetti diversi mentre oggi appare che vi sia un solo pensiero”. E, per finire, “dobbiamo sapere chi siamo”. D'accordo, ma come si fa?

Non è mancata l'autocritica: “non abbiamo compreso lo spirito del tempo e le ragioni della crisi”, ”la risposta di Monti è stata debole perché non ha dato risposte”, “ci chiedono “ma voi che fate?” e noi non rispondiamo mai”, “abbiamo tentato giustamente (sic) con Bersani un'altra strada. ma non basta”. Autocritica, sì, però … “ognuno di noi porta la sua parte di responsabilità”. Tutti responsabili, nessuno responsabile, vogliamoci bene e ricominciamo.

In sintesi, alla larga dalle scelte di merito e alla larga dall'analisi dell'accaduto e delle responsabilità. Per concludere che al governo non ha senso starci con un piede solo, faremo tutto (criticamente, s'intende) per portare il paese fuori dal peggio, con Letta a indicare la rotta: lavoro, legge elettorale, confronto con l'Europa per uscire dall'austerità. La rotta di Monti, quella che, dice lui stesso, non ha funzionato, con la stessa coalizione politica di Monti...

Eh, no! Non ci si può candidare alla leadership in nome della rimozione.
Abbiamo scelto la via della rimozione per “salvare il paese” e per “pacificarlo”. Rimozione dell'anomalia della politica di cui abbiamo parlato per tutta la campagna elettorale, quella per cui le larghe intese non sono possibili in Italia perché non abbiamo di fronte una destra ma il berlusconismo. Dovremmo ora rimuovere la ferita profonda che ha segnato il partito, il tradimento di 101 rappresentanti eletti che hanno costretto il partito a rinnegare la sua linea (rimanendo però anonimi per sfuggire a una discussione nel merito di quel ribaltone). Dovremmo rimuoverla per pacificarlo e salvarlo dal baratro.
Nossignore, dobbiamo - avremmo il dovere morale di farlo - andare fino in fondo nel confronto politico per scongiurare quel destino. Altrimenti va a farsi benedire la moralità della politica (che dovremmo riscoprire) e invocheremmo il pensiero unico (a cui dovremmo sfuggire).
No, non basta dire che “non siamo nati solo per un buon programma di governo ma per restituire un contenuto morale alla politica”, come non basta ringraziare Bersani … per la passione che ha messo in questi anni.
Al Congresso manca ancora qualche mese. Dovrà sforzarsi Cuperlo di entrare nel merito. Non solo per tentare di vincere il Congresso, come è lecito che tenti di fare, ma, prima ancora, per fare la sua parte perché lo vinca il PD.

Commenti

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione

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