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Nessuna timidezza nella campagna sui migranti

Per la politica italiana negli ultimi tempi la questione centrale è stata l’immigrazione. Non solo per l’astuzia di Salvini, che specula sulla paura e sullo stato disastroso in cui versa l’Unione Europea, ma anche per il moto di sdegno che lo stillicidio quotidiano di episodi tragici suscita nelle tante persone che vi vedono la negazione dei valori fondamentali di umanità in cui credono.

La reazione è però debole e poco incisiva. Il cuore mette in moto azioni dimostrative nobili e encomiabili, come la giornata delle magliette rosse, ma si deve prendere atto che l’opinione pubblica non ne viene smossa e che il senso comune si dirige altrove. La campagna ossessivamente portata avanti da Salvini, ammettiamolo, ha ancora la meglio.  Occorre lavorare di ingegno per aggiustare il tiro. Partendo da una convinzione: che la campagna di Salvini non solo è ignobile ma, dal punto di vista che qui ci interessa, anche assai vulnerabile. Perché porta con sé contraddizioni enormi, legate principalmen…
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Troppe parole a vanvera su dignità e disoccupazione

I solerti funzionari dei Ministeri proponenti han dovuto redigere la relazione tecnica al “Decreto Dignità” e formulare qualche stima degli effetti delle novità in materia di contratti a termine.
Una di queste doveva riguardare le conseguenze che prevedibilmente sarebbero derivate dal taglio della durata massima.

Una storia di ordinaria ministerialità… Formuliamo il problema nei termini in cui si è posto a quei diligenti relatori. Se oggi i contratti di durata superiore al nuovo limite sono una certa quantità, si può immaginare che, dovendo essere stipulati per una durata minore a partire dal prossimo rinnovo, una parte di questi cesserà senza essere rinnovata se i datori di lavoro non trovano il nuovo regime rispondente alle loro convenienze. Di certo sarebbe poco plausibile immaginare che la situazione rimanga immutata: rischierebbe del resto di apparire come una implicita sconfessione della logica alla base del decreto, che mira a scoraggiare un uso eccessivo e improprio del contratto…

Verso nuove forme di rappresentanza politica

Il campo della sinistra è diviso in due, tra chi pensa che un polo alternativo non potrà nascere senza un ritorno del PD nell'alveo della sinistra e chi al contrario ritiene necessaria una rottura culturale e politica, oltre che sociale come scelta dei ceti di riferimento, con i partiti di area socialdemocratica che hanno identificato la governabilità con la rinuncia a qualunque alternativa rispetto al liberismo fino a farsene paladini. Le due ipotesi, sostenevo nel post precedente, sono inconciliabili. Cercare una mediazione porta solo all’incomprensibilità, non dell’una o dell’altra ipotesi ma di un’idea di sinistra quale che sia. Meglio andare ognuno per la sua strada e confrontarsi, nelle istituzioni e nel paese, nella massima chiarezza e comprensibilità.
Le forze che guardano al PD hanno trovato in definitiva un assetto stabile in tre aree[1]. Soffrono, nel loro insieme, un problema di leadership avendo sposato, dell’ideologia dominante, anche il mito del condottiero[2]. Non è…

Un divorzio non più rinviabile

Siamo sempre lì. Dopo la vittoria del NO e il crollo del PD alle politiche, la sinistra continua a restare inconsistente e ininfluente. Non riesce a ritrovarsi. Le ultime amministrative, e tutti i sondaggi, registrano l'irreversibilità del declino del PD ma la sinistra non riesce neanche a mantenere le posizioni miserelle, irrilevanti, delle ultime politiche. E ora si avvicina un'altra scadenza elettorale, sovranazionale... Siamo sempre lì, scrivevo nell'ultimo post, perché non emerge una interpretazione condivisa, consolidata, di quello che è accaduto. Si replica il “già visto” di prima delle politiche, quando le idee sul modo di costruire un polo alternativo erano più numerose del catalogo del don Giovanni.
Rimuovere le macerie Qual è dunque il problema? Perché questa condanna? Per quanto mi riguarda, mi ritrovo nelle conclusioni cui siamo giunti nel gruppo che ha elaborato una riflessione sui motivi del fallimento dell'esperienza del Brancaccio. E trovo particolarmente …

Agli amici e amiche che leggono

La veste grafica è cambiata, per rendere il testo più leggibile, e ho dato anche un'altra impostazione ai post, per renderli (così spero) più "veloci".
Non perdo però il vizio di "sfidarvi" (ma innanzi tutto di sfidarmi) con ragionamenti più articolati e più meditati. Serviranno a questo le pagine, che avranno questo scopo.
Buona lettura. I commenti sono sempre graditi, le critiche ... prese nella dovuta considerazione